L’emergenza incendi nel Bresciano continua a preoccupare, anche se le previsioni meteorologiche lasciano intravedere un possibile miglioramento nelle prossime settimane. Le temperature in calo e le piogge attese potrebbero infatti contribuire a ridurre il rischio di nuovi focolai e a facilitare le operazioni di bonifica.
L’episodio più rilevante delle ultime settimane resta quello di Tignale, dove le fiamme hanno interessato un’ampia area boschiva, per una superficie stimata in circa 30 ettari. L’incendio ha avuto conseguenze particolarmente significative, tanto da rendere necessaria l’evacuazione precauzionale di numerose strutture della zona. Per fronteggiare il rogo non sono state sufficienti le squadre a terra: è stato necessario anche l’intervento dell’elicottero. L’area resta ancora interessata da attività di bonifica e monitoraggio per scongiurare nuove ripartenze.
Diversa l’origine dell’incendio sviluppatosi tra Idro e Capovalle, nella zona della Croce di Perlè. In questo caso la superficie coinvolta è stata più contenuta, circa 2-3 ettari, dato ancora in fase di verifica. A provocare i focolai sono stati i fulmini, una delle cause naturali più frequenti degli incendi boschivi in Lombardia. Nonostante la disponibilità limitata di risorse, impegnate contemporaneamente su altri fronti, è stato necessario l’intervento dell’elicottero regionale e di un Canadair, che ha effettuato 18 lanci di acqua prelevata dal lago d’Idro.
Più recente è invece l’incendio divampato nella Valtrompia, tra Cimmo e Pezzoro, nella notte tra sabato e domenica. Anche in questo caso sono stati impiegati mezzi aerei, con l’intervento dell’elicottero della Regione Lombardia e di un S-64F della flotta aerea dello Stato. Inoltre, proseguono le operazioni di bonifica. Sull’origine del rogo sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri Forestali, la presenza di diversi punti di innesco e l’orario in cui sono divampate le fiamme fanno ipotizzare un possibile gesto doloso, ipotesi che dovrà essere verificata dagli investigatori.
Tre incendi diversi per origine, estensione e dinamica, ma che fotografano una situazione particolarmente delicata per il sistema antincendio boschivo bresciano. A pesare sono soprattutto le condizioni meteorologiche, con temperature elevate e livelli di umidità che hanno favorito la propagazione delle fiamme.
Ora, però, dovrebbe arrivare una tregua. Le precipitazioni e le perturbazioni attese nei prossimi giorni, insieme al previsto abbassamento delle temperature, potrebbero contribuire a ridurre il rischio di nuovi incendi. Un segnale di speranza dopo settimane caratterizzate da numerosi interventi e da una forte pressione sul sistema di prevenzione e soccorso.


