Dana Galli, con i suoi 14 anni, era la piccola di casa. Era una promessa dello sci di fondo: aveva da poco vinto l’argento agli italiani di staffetta ed era sulle tracce del fratello Teo, che è già una consolidata realtà della nazionale Under 23. Camilla, nove anni più grande, come da tradizione di famiglia era nata con gli sci ai piedi, ma aveva preferito lo studio allo sport: infatti era commessa in un negozio di articoli sportivi di Livigno. Erano, perché la loro storia si interrompe qui.
Il loro futuro è rimasto appena fuori dalla galleria Monte Cognolo della Sp510, poco sopra l’abitato di Iseo, ingabbiato nelle lamiere contorte della Volkswagen Polo con la quale giovedì sera stavano risalendo verso casa.
La dinamica
Erano di Livigno le due sorelle decedute sul colpo nell’ennesimo incidente mortale sulla Orientale Sebina. E in Alta Valtellina stavano tornando quando, attorno alle 19, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli agenti della Polizia stradale di Iseo, si sono trovate in rotta di collisione con una Kia station wagon che dalla Valcamonica stava scendendo verso la città.
Stando ad una primissima ricostruzione sarebbe stata proprio la loro vettura, con tutta probabilità condotta da Camilla, ad allargare la curva, invadere la corsia opposta e a trovarsi sulla traiettoria dell’ammiraglia della squadra di ciclismo contro la quale è andata a sbattere. L’impatto è stato violentissimo.
Sull’incidente, il 26esimo mortale dall’inizio dell’anno, ha aperto un fascicolo il sostituto procuratore Francesca Sussarellu.

Dana e Camilla, oltre al fratello Teo lasciano un altro fratello, Alex, il più grande dei quattro (del 2001), la mamma Catia e il papà Bruno, magazziniere alla Coop di Livigno.
La notizia arrivata da Iseo ha gettato nel dolore il centro alpino. Le due ragazze e la loro famiglia, attive nel sociale e pronte a spendersi per il prossimo, sono molto conosciute e stimate dall’intera comunità livignasca. «Non ci sono parole di fronte a questa tragedia. Nel rispetto del lutto che ha colpito così profondamente la famiglia, credo sia giusto mantenere il silenzio e il raccoglimento» ha dichiarato il sindaco di Livigno Remo Galli.




