Scuole: 15 Comuni senza primaria, altri cinque a rischio per denatalità
Denatalità e spopolamento non fanno sconti e a pagare prezzo pieno sono soprattutto le piccole comunità, che ci rimettono in servizi e funzioni. Dalle botteghe che chiudono agli uffici postali che mancano, dalle banche che traslocano altrove alle abitazioni che si svuotano. Anche le scuole subiscono la medesima sorte. Se quelle d’infanzia reggono quasi ovunque sotto molteplici forme – statali, comunali, paritarie –, almeno dove ancora risiedono bambini, non si può dire lo stesso dei livelli di istruzione successivi e già a partire dal quinquennio della scuola primaria sono 15 i paesi dove la scuola elementare non c’è e altri tre potrebbero restare senza nell’immediato futuro. Cosa succederà poi, fra pluriclassi, accorpamenti e omnicomprensivi, resta tutto da vedere.
Il contesto
Nel Bresciano sono 52.870 i bambini che quest’anno frequentano le scuole elementari, sia statali che paritarie; mentre sono 35.826 le ragazzine e i ragazzini iscritti alle medie. Anche l’anno scolastico 2025-’26 è partito consolidando il dato relativo al calo strutturale degli iscritti: mille in meno sull’intero ciclo di studi, di cui 400 alla primaria e 300 alle secondarie di primo e secondo grado. Lo conferma l’Ufficio Scolastico per la Lombardia, che ha messo a confronto i numeri degli studenti negli ultimi cinque anni. Dall’analisi emerge che, su tutto il territorio regionale, la scuola primaria sconta un calo dell’11,2% e la secondaria di prima grado del 7,27%. Cifre destinate a gonfiarsi ancora, visto, che secondo le previsioni Istat, da qui al 2050 potrebbero esserci almeno altri 20mila studenti in meno.
La mappa
Come accennato, attualmente sono 15 i Comuni sprovvisti di scuola primaria. Sono localizzati soprattutto nelle Valli e hanno in media una popolazione inferiore ai 500 abitanti, con i debiti distinguo, come Berzo Demo e Tavernole sul Mella che superano i mille; e i piccolissimi Irma, Magasa, Paisco Loveno e Valvestino che invece non arrivano a duecento abitanti.
Geograficamente si distingue Longhena, unico borgo della Bassa sprovvisto di una scuola primaria in loco, chiusa nel 2002 col trasferimento dei bimbi a Brandico prima e a Dello poi.
Le medie

Rispetto alle medie, sono una sessantina i Municipi in cui la secondaria di primo grado non c’è e gli studenti hanno necessità di spostarsi nei paesi limitrofi. Da Acquafredda a Zone, da Moniga del Garda a Bione, la situazione riguarda a macchia d’olio tutto il territorio e sarà, probabilmente, destinata ad evolversi nei prossimi decenni.
Addii
Parlando di chiusure, l’ultima in ordine di tempo è quella di Berzo Demo, dove la primaria ha detto addio lo scorso anno. Lo stesso sistema pluriclasse ha invece salvato la scuola a Capovalle, paesino di 340 anime tra lago di Garda e lago d’Idro.
L’ombra di una possibile chiusura aleggia a Monno e Temù, ma non sono le uniche. Anche ad Agnosine, Cevo e Vissone di Pian Camuno lo spauracchio è reale. Recentissimo il caso della primaria di Navezze a Gussago, dove lo scorso giugno è suonata l’ultima campanella e l’edificio ha chiuso i battenti per mancanza di alunni. Situazioni purtroppo destinate a non rimanere eccezioni vista la denatalità galoppante. Gli effetti non tarderanno a farsi sentire, ma c’è chi è già corso ai ripari come Remedello dove ha sede il primo onnicomprensivo della nostra provincia.
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