Due secoli di dati: come è cambiata la popolazione bresciana

Tra un lontano passato, quello del Regno d’Italia, proclamato il 17 marzo 1861, e un futuro che si può prevedere con modelli complessi fino al 2050, possiamo leggere, attraverso i numeri dei censimenti generali, la storia demografica della provincia di Brescia. Una storia che prende il via dai 440.092 residenti censiti nel 1861, passa per gli attuali 1.266.138, fissati dall’Istat il 1° gennaio 2025, e arriva, con la previsione più avanzata, ai 1.294.494 ipotizzati dall’Istituto nazionale di statistica, nello scenario di evoluzione al 1° gennaio 2025.
Quasi due secoli nei quali la popolazione provinciale continua ad aumentare a volte con vere e proprie impennate e, in altri casi, di poco o niente. E, come vedremo in seguito nel confronto con altri contesti territoriali, non è un dato né banale né scontato.
Dai censimenti del Regno al boom del Novecento
Nei primi due decenni del Regno gli incrementi sono modesti e per superare la soglia dei 500mila residenti bisogna aspettare il 4° censimento del 1901, che registra 541.765 bresciani. La crescita demografica è consistente anche nel decennio successivo e quota 600mila viene superata nel 1911 mentre la prima guerra mondiale rallenta l’incremento e nel 1921 si contano 662.920 bresciani, destinati poi a diventare 721.890 nel 7° censimento del 1931. Il censimento del 1936 sposta di poco questo numero e, dopo la parentesi drammatica della seconda guerra mondiale, dovremo attendere il 9° censimento del 1951 per superare quota 800mila residenti e, dopo 100 anni, nel 1961 la popolazione provinciale risulta raddoppiata, arrivando a contare 882.949 residenti.
Nei cinquant’anni successivi, ossia tra il 1961 e il 2011, la provincia di Brescia vede aumentare di oltre 350mila in propri residenti. Un primo balzo significativo si rileva negli anni ’60, con un incremento tra il 1961 e il 1971 di quasi 75mila bresciani, pari al +8,5% in un decennio, che porta la provincia ad avvicinare il milione di residenti. Questa soglia sarà poi superata nel 1981, con 1.017.093 residenti che diventeranno 1.108.776 all’apertura del muovo millennio nel 2001.
Gli anni Duemila e la spinta dell’immigrazione
Il primo decennio del nuovo secolo segna un incremento rilevante della popolazione bresciane che, tra il 2001 e il 2011 aumenta di oltre 129mila persone, pari al +11,7% arrivando a 1.238.044, in altri termini 1,2 milioni, quasi tre volte la popolazione residente nel 1861. La crescita dei residenti è stata di 129.268 unità: la maggiore in assoluto in Lombardia.
Ma l’aspetto rilevante tra il 2001 e il 2011 è l’aumento della popolazione straniera nella provincia di Brescia che passa dai 49.280 residenti- stranieri censiti nel 2001 al tetto del 2011, quando si sono raggiunti i 170.763 stranieri dato, il 13,6% della popolazione totale. Nel decennio successivo, che arriva alla rilevazione del 2021, l’incremento della popolazione risulta decisamente più contenuto e supera di poco i 15 mila residenti, pari al +1,2%. Un dato che ci riporta ai nostri giorni tra la denatalità, il rallentamento dell’apporto degli stranieri, stabilizzati poco oltre le 150mila persone, e qualche segnale di nuova emigrazione dalla provincia. Tra il 2021 ed i nostri giorni la popolazione continua ad aumentare con 1.265.057 residenti al 1° gennaio 2025 anche perché, se è vero che gli stranieri sono 155.206, non dobbiamo trascurare il fatto che tra il 2001 ed oggi 111.910 cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana in provincia di Brescia.
Le previsioni fino al 2050
Le previsioni demografiche elaborate dall’Istat prefigurano un nuovo passaggio nella storia demografica che, come abbiamo osservato, è cresciuta poco tra il 2011 e il 2021 (+1,2%). Questa tendenza, tutto sommato, si conferma anche per il decennio in corso, con una previsione, nello scenario di evoluzione mediano, di 1.279.876 residenti nel 2030, ossia 26.719 in più rispetto al 2021, pari al +2,1%. Ma, tra il 2030 e il 2040, la popolazione torna a cresce su livelli modesti, con un incremento previsto di 14 mila residenti, pari al +1,1% per poi fermarsi nel decennio successivo, poiché tra il 2040 e il 2050 si prevedono +312 residenti, che equivale a crescita zero. Al 1° gennaio 2050 i bresciani potrebbero essere 1.294.494, grosso modo 56mila in più rispetto al 2011, anno in cui di fatto si conclude la fase espansione demografica della provincia. Una storia iniziata dai 440 mila residenti censiti nel 1861 che, pur in rallentamento netto dal 2021, si sviluppa comunque con incrementi modesti destinati ad annullarsi tra il 2040 e il 2050.
Ma, come osservato in precedenza, la dinamica demografica della provincia di Brescia rimane rilevante se confrontata con il contesto regionale e, ancor più, con la dinamica del Paese. Infatti la curva della popolazione della Lombardia, che per molti versi si sovrappone a quella della nostra provincia nella fasi di espansione, nell’ultimo decennio coperto dalla previsioni dell’Istat, tra il 2040 e il 2050, segna una prima, modesta, riduzione della popolazione nell’ordine dei - 13mila residenti, pari al -0,1%, rimanendo comunque ampiamente sopra la soglia dei 10 milioni di abitanti.
Ben più significativo è il confronto con il dato nazionale nel quale la popolazione residente è in riduzione continua dai 59,4 milioni di abitanti del 2011, ai 58,9 milioni al 1° gennaio 2025, destinati nelle previsioni dell’Istat a scendere a 58,5 nel 2030, 56,9 nel 2040, fino ai 54,6 milioni di abitanti nel 2050. In altri termini l’Italia tra il 2011 e il 2050 perderebbe quasi 4,8 milioni di abitanti, con una riduzione della popolazione nell’ordine del -8% mentre, nello stesso arco temporale la provincia di Brescia aumenterebbe di oltre 56mila in propri residenti, pari al +4,5%. Possiamo guardare con un certo ottimismo agli anni che verranno, con tutte le sfide che l’invecchiamento della popolazione pone alle nostre comunità.
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