Che cosa succede quando l’entusiasmo dei bambini e delle bambine della scuola primaria incontra le competenze tecniche di un istituto di istruzione superiore? È nato così un progetto trasversale innovativo di cittadinanza attiva e di co-progettazione, dal titolo «La scuola che vorrei: uno spazio per crescere insieme», che ha messo al centro la scuola e i suoi reali bisogni.
L’iniziativa
Protagonisti di questa iniziativa sono stati gli alunni e le alunne delle classi quarte della scuola primaria di Manerbio, insieme ai loro insegnanti, che hanno vestito i panni di veri e propri «rilevatori di bisogni» all’interno della comunità scolastica, collaborando con i ragazzi e le ragazze dell’indirizzo Costruzione, ambiente e territorio dell’Istituto Vincenzo Capirola di Leno. L’obiettivo? Immaginare e progettare una scuola sempre più vicina alle esigenze di ogni bambino.
Dopo aver avviato una vera e propria indagine all’interno del plesso, i piccoli hanno condiviso i dati emersi durante un incontro a scuola con gli studenti dell’Istituto Capirola, che hanno accolto di buon grado la richiesta, trasformando i bisogni emersi in veri e propri progetti architettonici. Al centro delle richieste poste dai bambini ai loro compagni più grandi il ridisegnare gli spazi esterni, in particolare gli ampi giardini e le aree verdi di cui il plesso di via Galliano dispone.
E così, armati di misure, rilevatori e tanta fantasia gli allievi del Capirola hanno provato a progettare come potrebbe essere la scuola del futuro in termini di spazi. E nel corso di un incontro finale tra i due istituti i bambini e i ragazzi si sono ritrovati per condividere il percorso svolto durante l’anno scolastico. Gli alunni della scuola primaria hanno ripercorso le tappe più significative del progetto e gli studenti dell’Istituto superiore hanno mostrato diversi render di una scuola a misura di bambino.
Insieme
«Questo progetto – spiegano i docenti coinvolti e l’Amministrazione comunale, partner del progetto – non ha solo dimostrato che una diversa architettura e una cura nell’organizzazione degli spazi possono migliorare il benessere degli attori della scuola, ma ha creato un ponte di collaborazione: i bambini hanno capito che la loro voce ha un valore e i ragazzi più grandi hanno sperimentato la responsabilità di progettare per la comunità reale». Nel frattempo la scuola primaria ha ricevuto anche in dono un ulivo da parte della famiglia di un alunno di classe quinta, che renderà lo spazio esterno più bello, accogliente e vivo, così come ipotizzato nel progetto.



