«Brescia è la provincia più "tecnica" d’Italia»: questo quanto emerge dalla ricerca di Fondazione Adapt «Orientare i talenti. Dalla filiera formativa all’orientamento esperienziale» presentata durante OrientaTalenti 2026 che si sta svolgendo al Milano innovation district, tre giorni dedicati all’analisi delle trasformazioni demografiche, del mercato del lavoro e le nuove sfide dell’orientamento.
I numeri
Il Bresciano è l’unica provincia, con Sondrio, nella quale gli istituti tecnici superano i licei: i primi vengono scelti dal 42% degli alunni, i secondi da solo il 36,4%, la percentuale più bassa della Lombardia. A questo si deve aggiungere il 21,6% dei professionali, solo Sondrio supera la nostra provincia (23,1%).
La vicina Bergamo ha una situazione nettamente diversa con il 44,1% dei giovani iscritti ad un liceo, il 38,7% a un tecnico e il 17,1% ad un professionale. Il record regionale per iscrizione ai licei lo detiene Milano (53%) seguita da Monza e Brianza (51,9%) e Como (50,7%). La media regionale quindi vede il 49,6% di alunni iscritti al liceo, il 36,4% ad un tecnico e il 14% ad un professionale; in Italia il 56% frequenta un liceo, il 31,3% un tecnico e il 12,7% un professionale.

Per quanto riguarda i Neet, giovani che non studiano e non lavorano, la nostra provincia ha una delle percentuali più basse della regione (8,5%), dietro Lecco (7,2%), Monza e Brianza (7,6%), e Bergamo (8,4%).
I laureati tra i 25 e i 39 anni nel 2024 nel Bresciano erano il 24,5% contro i 25,1% di Bergamo e una media lombarda del 34,4% e nazionale del 30,9%. L competenze acquisite alla fine delle superiori, misurate attraverso le prove Invalsi, sono al 63,4%, in calo di 15,5 punti rispetto al 2018/’19. E tutte le province Lombarde sono in picchiata a doppia cifra. Peggio del Bresciano (a pari merito con Lecco) fanno Lodi (-17,4%) e Mantova (15,9%) mentre Bergamo si ferma al 15,2%; quella che ha perso meno competenze è Cremona (-12,3%).
La tendenza
Tra i principali dati dello studio Adapt si evidenzia che tra il 2026 e il 2050 in Lombardia lo scarto tra le persone in uscita e quelle in ingresso nel mondo del lavoro raggiungerà 915.000 unità. Entro il 2035, inoltre, gli iscritti alle scuole superiori diminuiranno del 24% con una contrazione particolarmente significativa negli istituti tecnici (-35%) e professionali (-32%). Guardando al 2050, il calo complessivo potrebbe raggiungere il 40% nello scenario più sfavorevole considerato.
Parallelamente, le imprese italiane esprimono una crescente domanda di competenze: tra il 2025 e il 2029 il fabbisogno stimato del sistema produttivo lombardo è di circa 673.000 lavoratori, il 46,4% dei quali con formazione secondaria tecnico-professionale. Già nel 2025 il 48,1% delle assunzioni programmate risulta di difficile reperimento.
Un quadro da inserire all’interno del vissuto dei giovani: secondo l’indagine Censis «Senso della scuola» il 46,1% degli intervistati si sente spesso disorientato davanti a un futuro incerto e precario, mentre il 60,3% ritiene spesso che la vita vera sia fuori dalle mura scolastiche.




