Cronaca

Tutte le volte che Salvini ha detto: «La Corda Molle resta gratis»

Le prime rassicurazioni risalgono a primavera del 2024, quando il ministro venne in visita a Lumezzane. Tra question time e lettere di sindaci e cittadini, ecco la ricostruzione delle contraddizioni sul raccordo autostradale
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Tutte le volte che Salvini ha detto che la Corda Molle sarebbe stata gratis
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Lo ha promesso a più riprese e in più occasioni: la Corda Molle non sarebbe diventata a pagamento. Ma alla fine il pedaggio è arrivato.

Le prime rassicurazioni del ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini, risalgono alla primavera del 2024 quando, in visita a Lumezzane per le elezioni amministrative, assicurava che per introdurre un pedaggio sarebbe servito un nuovo atto formale tra ministeri, atto che – assicurava – non esiste. I portali installati lungo il raccordo, poi, sarebbero serviti soltanto al monitoraggio del traffico.

Con il passare dei mesi, mentre sul piano tecnico i collaudi proseguivano con il sistema free flow, il quadro cambia. Salvini è tornato nel Bresciano più volte e più volte ha smentito la possibilità di introdurre il pedaggio sulla strada: abbiamo raccolto le sue dichiarazioni nel video in cover a questo articolo (montaggio Massimo Grandi per la trasmissione «Messi a fuoco» su Teletutto).

Cosa è cambiato

Un tratto della Corda Molle - Foto Neg/Gabriele Strada © www.giornaledibrescia.it
Un tratto della Corda Molle - Foto Neg/Gabriele Strada © www.giornaledibrescia.it

All’inizio del 2025 non si parla più di esclusione assoluta, ma di possibili agevolazioni per i residenti.

L’ipotesi del pedaggio prende corpo e i sindaci contestano quello che leggono come un’inversione di rotta rispetto alle rassicurazioni iniziali. A febbraio 2026 arriva l’ufficialità: dal 1° marzo la Corda Molle sarà a pagamento, con esenzioni temporanee per i residenti dei comuni interessati e sconti per Brescia.

Nei fatti, la gratuità promessa lascia spazio a una soluzione intermedia: tutela parziale per alcuni, pedaggio pieno per tutti gli altri utenti. E così monta la rabbia degli esclusi, con almeno 16 comuni pronti a fare ricorso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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