CronacaBassa

Corda Molle a pagamento, 16 sindaci non ci stanno: «Discriminatorio»

I primi cittadini hanno scritto una lettera al presidente della Provincia di Brescia Moraschini «per dare risposte concrete ai cittadini». Critiche anche alla mancata trasparenza sui dati
Dal primo marzo scatterà il pedaggio sulla Corda Molle
Dal primo marzo scatterà il pedaggio sulla Corda Molle
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Se vogliamo dare i numeri, diciamo 16 contro 22. Da una parte gli esclusi dall’esenzione (o un nutrito gruppo di quelli), dall’altra i beneficiari della stessa. Si tratta dei Comuni bresciani più direttamente alle prese con l’imminente attivazione – dal prossimo 1° marzo – del transito a pagamento sulla Corda Molle. Tra i quali la discussione su quanto fatto sinora e la valutazione su quello che sta per accadere assume sempre più i toni dello scontro politico.

Com’è noto, in base agli accordi tra la Provincia e la società concessionaria Autovia Padana per un anno gli utenti residenti nei ventidue Comuni interessati dal raccordo (Azzano Mella, Bagnolo Mella, Berlingo, Borgosatollo, Capriano del Colle, Castel Mella, Castenedolo, Cazzago San Martino, Flero, Ghedi, Lograto, Mairano, Montichiari, Montirone, Ospitaletto, Paderno Franciacorta, Passirano, Poncarale, Rovato, San Zeno Naviglio, Torbole Casaglia, Travagliato) non dovranno pagare il pedaggio. Invece i residenti nel Comune di Brescia avranno uno sconto del 50%. Così fino al 28 febbraio 2027 per i viaggi effettuati in motociclo, autovettura o furgone (classi 1 e 2). Poi si vedrà. Ma è il presente che non soddisfa (eufemismo) i sindaci di altri 16 Comuni. I quali, avanzando perplessità e critiche, chiedono un incontro al presidente della Provincia Emanuele Moraschini, «per dare - scrivono - risposte concrete ai cittadini».

La missiva

A prendere carta e penna sono i sindaci di Rodengo Saiano (Rosa Vitale prima sottoscrittrice della missiva), Castegnato, Gussago, Nuvolera, Paitone, Gavardo, Rezzato, Nuvolento, Mazzano, Botticino, Dello, Longhena, Trenzano, Orzivecchi, Calcinato e Bedizzole. Guidano Giunte generalmente con orientamento di centrosinistra e la loro presa di posizione segue il vivace dibattito di lunedì in Consiglio provinciale, nel corso del quale le opposizioni hanno fortemente criticato le intese raggiunte con la concessionaria, mentre il presidente Moraschini, sostenuto dalla sua maggioranza di centrodestra, ha rivendicato di aver affrontato il tema con responsabilità, addivenendo ad un risultato concreto.

Per i sedici sindaci firmatari della lettera, invece, quello raggiunto è «un accordo che lascia l’amaro in bocca a tanti e che discrimina i cittadini bresciani sulla base della residenza. Nel 2024 – scrivono – avevamo delegato tre sindaci a condurre interlocuzioni con la Provincia e l’azienda, allo scopo di tutelare tutto il territorio e di scongiurare i rischi di aumento del traffico su strade già ingolfate dal traffico, di fronte al paventato pagamento della tratta Ospitaletto-Montichiari».

Le doglianze

Oltre all’aspetto discriminatorio («che potrebbe anche – sottolinea Rosa Vitale – determinare ricorsi al Tar, come qualcuno ha già fatto intendere di voler fare), i sindaci sottolineano quello della trasparenza, a loro dire mancata: «Attraverso lettere e incontri – scrivono – ripetutamente è stato richiesto di avere i dati sul traffico della Corda Molle, indispensabili per poter fare una previsione dei costi. Questi dati non sono mai stati forniti, pertanto l’ipotesi di spesa di 1.500.000 di euro messi a disposizione dalla Provincia e altrettanti da Autovia Padana, risulta senza fondamento».

Desta perplessità anche la durata annuale dell’accordo («E poi cosa succederà?»), mentre «l’esclusione dalla gratuità degli autotrasportatori e delle aziende complica la situazione e graverà sul traffico delle arterie stradali alternative. Per i primi si calcola un costo annuo di oltre 4.000 euro sull’intera tratta A/R, costi che ricadranno sicuramente sui consumatori. A tutela delle nostre comunità abbiamo chiesto un incontro al presidente Moraschini, per dare risposte concrete ai cittadini».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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