È per ora contro ignoti il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Brescia per chiarire come si sia partita e come si sia sviluppata la contaminazione da salmonella nei pasti di alcune mense scolastiche della Valtrompia che, la seconda settimana di settembre, aveva portato un centinaio di bambini della scuola dell’infanzia ad accusare malori e, per una quindicina di loro, era anche stato necessario un ricovero ospedaliero. Decine di famiglie si sono rivolte ai carabinieri per chiedere informazioni sulle possibilità a loro disposizione e fino ad ora sono una quindicina quelle che si sono presentate effettivamente in caserma per sporgere denuncia.
L’indagine
L’ipotesi per il momento è di lesioni colpose e il sostituto Lisa Saccaro, titolare del fascicolo, ha delegato ai carabinieri del Nas, il Nucleo Antisofisticazione e Salute, specifici accertamenti. Già nei giorni scorsi era stata raccolta, anche allegata ad alcune denunce, la documentazione medica dei piccoli che avevano avuto le reazioni più gravi e anche tutti gli incartamenti relativi alle cucine che hanno preparato i pasti da cui sarebbe partita l’intossicazione, al personale che ci lavora e alle attrezzature che sono state utilizzate. Per il momento i sospetti si sono concentrati su una fornitura di pomodorini ma le analisi richieste dalla Procura mirano a stabilire se, in quei giorni, anche altri alimenti possano aver contribuito all’intossicazione o se, quegli stessi pomodorini, possano aver provocato effetti in altre strutture. Proprio la tracciabilità delle materie prime è il capitolo più complesso delle operazioni di ricostruzione affidate ai carabinieri che devono interfacciarsi con le autorità sanitarie di diverse regioni italiane.




