Chiara Gerardini è una delle tante mamme della Valtrompia che in questi giorni sta vivendo momenti di grande paura. La sua piccola di 1 anno e 7 mesi, che frequenta l’asilo nido a Marcheno, è stata ricoverata come tanti altri bambini in ospedale a causa di un’intossicazione da salmonella.
Sua figlia aveva cominciato da solo una settimana l’asilo nido e poi questa brutta notizia.
Esatto, sì. Mia figlia aveva iniziato da una settimana il nido e domenica mattina ha iniziato con febbre alta e il primo episodio di vomito. Si è intensificata poi la febbre nel pomeriggio verso sera, siamo saliti con una temperatura di circa 40 gradi, quindi abbiamo deciso di scendere al pronto soccorso.
Una volta arrivati in ospedale cosa vi hanno detto i medici?
In pronto soccorso ci hanno rassicurato dicendoci che era una situazione che si poteva gestire a casa per il momento, quindi ci hanno dimesso con sospetta intossicazione alimentare, probabile salmonellosi. Ci hanno prescritto la coprocoltura che abbiamo poi eseguito l’indomani mattina. Ma tornati a casa la mia bimba è peggiorata.
Come si è accorta di questo peggioramento?
Sono comparse nelle scariche tracce di sangue. La febbre non scendeva, la bambina era debilitata perché non beveva e non mangiava. E così abbiamo deciso di recarci nuovamente al pronto soccorso sotto indicazione della guardia medica. Arrivati al Civile di Brescia, sono stati rapidissimi, hanno subito fatto un prelievo di sangue e ci hanno trasferito in pediatria d’urgenza per il ricovero.
A quali esami è stata sottoposta sua figlia?
Hanno eseguito un’ecografia all’addome e da lì è risultato un caso di infiammazione intestinale, probabilmente data appunto dall’intossicazione alimentare. Per fortuna la mia bimba è in remissione. La febbre è diminuita molto e le scariche stanno diminuendo anche grazie alle cure e ai farmaci che le stanno dando. Per questo sono positiva. Tutte le famiglie ringraziano sia il Civile sia la Poliambulanza perché comunque ci hanno dato degli ottimi consigli, sono stati tempestivi nell’intervento e nell’intervenire sulla situazione medica dei nostri bambini.
Lei come si sente? Qual è il vostro stato d’animo?
L’arrabbiatura rimane alta. E noi genitori ci sentiamo colpevoli in parte per aver affidato comunque i nostri bambini all’esterno dal nucleo famiglia e averli riportati in famiglia in questa situazione. Siamo molto, molto arrabbiati perché è assurdo che nel 2026, con l’attenzione che ci dovrebbe essere verso la manipolazione dei cibi, i corsi che vengono fatti, Hccp ed altri, succedano ancora queste cose.
Cosa chiedete alle autorità competenti?
Chiediamo che certi episodi non si ripetano mai più. Mai più, perché nessun genitore e nessun’altra persona debba più vedere soffrire così un proprio caro nell’impotenza di potere fare qualcosa e con il cuore pieno di sensi di colpa.


