Consiglio comunale acceso ieri sera sul caso Richiedei. Al centro della seduta la relazione del presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione ospedaliera, Marco Veronesi, chiamato a riferire dopo le difficoltà di liquidità emerse nel mese di agosto e la trattativa con i fornitori dei servizi di ristorazione e ausiliari. L'emergenza immediata è stata nel frattempo superata. L'accordo con i fornitori è stato concluso e il Comune di Gussago è intervenuto con un prestito ponte di circa 434 mila euro, necessario per superare la fase di stallo. Un finanziamento che è già stato integralmente restituito all'Ente locale.
La novità
Ma il superamento dell'emergenza non chiude il capitolo della situazione finanziaria della Fondazione. Ed è proprio qui che ieri sera è arrivata la principale novità. Veronesi ha annunciato il ricorso alla composizione negoziata della crisi, un percorso assistito con il coinvolgimento di un esperto – Luigi Giovanni Saporito – nominato dalla Camera di Commercio e finalizzato alla trattativa con creditori, fornitori e banche.
Il 22 settembre è prevista un’udienza nella quale dovranno essere valutate le misure protettive richieste dalla Fondazione, che potrebbero garantire per sei mesi le condizioni per portare avanti il piano senza iniziative dei creditori in grado di comprometterne l’operatività. Veronesi ha ricondotto quanto accaduto all'interno di un percorso di risanamento e rilancio già avviato, ricordando il pesante indebitamento ereditato dal nuovo Cda.
Il piano
Il presidente ha richiamato anche il parere di Luigi Giovanni Saporito, secondo il quale il piano sarebbe sostenibile, con un Ebitda in crescita da 1,9 a 3,6 milioni di euro entro il 2029 e un progressivo aumento del patrimonio netto. Il progetto prevede anche la dismissione della villa del Taglietto. Veronesi, ha respinto le ipotesi di una futura cessione o di uno «spezzatino/svendita». «Non abbiamo accettato questa sfida per dare la Fondazione a un nuovo offerente».Con le misure messe in campo, ha aggiunto, il 2029 dovrebbe rappresentare «l'anno del risollevamento».
La polemica
Stefano Quarena, del centrodestra, chiede risposte sulla situazione debitoria e sul piano di rilancio. Secondo i calcoli presentati dal gruppo, l’indebitamento complessivo ammonterebbe a circa 31 milioni di euro. Quarena richiama inoltre la perdita di oltre 1,1 milioni registrata nel 2025 e vede nell'ingresso di un esperto delle crisi d'impresa una «spia rossa» sul futuro della struttura, fino al rischio di uno «spezzatino». Accusa inoltre la Giunta e Gussago Insieme di avere «blindato» il Cda con figure politiche di maggioranza e chiede un «vero piano industriale» e risposte sui numeri.
Anche il Pd chiede che il superamento dell'emergenza non chiuda il confronto. Rossella Olivari e Valeria Benedetti chiedono al Cda «un’assunzione di responsabilità chiara» affinché una situazione simile non si ripeta. Le opposizioni hanno inoltre riferito di avere ricevuto una lettera anonima che segnala preoccupazioni sul clima interno al Richiedi e sul personale.
Il sindaco Giovanni Coccoli ha rivendicato l’intervento dell'Amministrazione, «esclusivamente per tutelare la Fondazione, i lavoratori, i pazienti e le loro famiglie». Il primo cittadino ha puntato il dito contro Fratelli d’Italia e Lega, accusate di avere assunto un atteggiamento che «più volte ha rischiato di ostacolare» il percorso di tutela della Fondazione. E ha infine rinnovato «la piena fiducia» al Richiedei e al suo Cda.



