Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.
Porta Milano
Era proprio qui che si svolgeva la storica fiera zootecnica di Campo Fiera, il mercato di animali più grande della città. Bestiame, mercanti e un grande via vai di monete ruotavano intorno a quella piccola area che per due secoli ha segnato la vita commerciale e sociale di Brescia. Con il passare del tempo l’esposizione venne prima spostata vicino alla ferrovia e poi si trasformata in un polo produttivo dove si è lavorato il ferro. Oggi di quel sito industriale ne sono rimaste solo le tracce: il Comparto Milano.
La storia
La storia di Porta Milano ha radici lontane e industriali. È proprio quando la fiera di animali cessò di esistere che il quartiere ha iniziato a prendere forma: «In quegli anni arrivano importanti famiglie imprenditoriali – spiega il presidente del Consiglio di quartiere Paolo Campi –, che scelsero questa zona perché era ricca di corsi d’acqua. Tra queste la Togni e la Tempini, che per decenni hanno dato lavoro a migliaia di bresciani». Una vocazione operaia talmente forte da contribuire alla nascita di sindacati «e da soprannonimare Porta Milano il “Quartiere di Lenin”».
Parrocchia e associazioni
In un contesto del genere le tensioni non potevano mancare. Per questo era necessaria un’istituzione che potesse dialogare con la comunità: nacque così la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. «Ancora oggi l’edificio religioso rappresenta un punto di riferimento del rione – prosegue Campi –. Merito soprattutto del convento dei frati Cappuccini e delle sue iniziative sociali come Emporio solidale padre Ulderico, un piccolo supermercato per le famiglie in difficoltà economica». Mentre la Caritas parrocchiale distribuisce ogni mercoledì la «Borsa di Anita» per i senzatetto.
Accanto alla parrocchia operano le associazioni: tra le più significative c’è La Rete, impegnata dal ‘98 in salute mentale, contrasto alla povertà e inclusione. «Gestiamo anche diversi progetti e spazi aperti alla cittadinanza – spiegano gli educatori della cooperativa, Gabriella Geroldi e Alessandro Cavellini –, nati dopo il Covid con l’obiettivo di contrastare la solitudine e offrire occasioni di incontro per i giovani, come lo Spazio». Il punto è frequentato sia da persone inviate dai servizi sociali o dai centri psicosociali sia da cittadini che raggiungono la sede per fare anche solo due chiacchiere.
In ambito sociale opera anche l’Istituto Vittoria Razzetti Onlus, ente di assistenza socio-sanitaria, mentre il Dormitorio San Vincenzo de Paoli offre accoglienza ai senzatetto. Completano il quadro il Magazzino 47, il Centro Sikh di via Milano e 21 Grammi, che coinvolge in attività ragazzi con disabilità e sindrome di down.
Il verde
Rete sociale, ma non solo. Porta Milano sa anche offrire tante occasioni all’aperto, grazie agli spazi verdi presenti: il parco Nassiriya – che comprende una zona per i giochi, una sportiva e due aree per i cani –, il parco Lavecchia e il parco Venturini. Proprio quest’ultimo è al centro di un progetto di riqualificazione, grazie al bilancio partecipativo del Comune. Tra gli interventi proposti ci sono la riqualificazione dell’area giochi per bambini, l’installazione di una postazione per il calisthenics e un’area per concerti, che si può realizzare sfruttando la presenza di una centralina elettrica già esistente.
Tra progetti futuri e criticità
È proprio accanto al parco Venturini che sorgerà il Musil, il Museo dell’industria e del lavoro. «Che avrà anche la funzione di riqualificare l’intera area», precisa il membro del CdQ. Ma non è la sola opera di riqualificazione urbana: qualche metro più in là i lavori al cimitero Vantiniano in via Milano prevedono una nuova pavimentazione e una pista ciclabile. Inoltre davanti al cimitero «non sarà più presente il parcheggio, ad eccezioni di alcuni posteggi riservati alle persone con disabilità, mentre gli altri stalli saranno saranno ricollocati lungo via Milano e via Luzzago in modo da lasciare il numero dei posti auto invariato».

«Parliamo di un intervento importante che tuttavia porta con sé inevitabilmente lamentele da parte dei residenti». Gli stessi lamentano anche «degrado, abbandono di rifiuti e fenomeni di marginalità nei parchi».




