Cronaca

Omicidio di Chiari, l’ombra del disagio mentale dietro il gesto del 21enne

È quanto trapela da fonti investigative sul delitto avvenuto nella tarda serata di lunedì nell’appartamento in cui vivevano madre e figlio. Nel frattempo l’autopsia sul corpo di Meleqe Lusha è stata fissata per venerdì 6 novembre
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

La Scientifica sul luogo del delitto - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
La Scientifica sul luogo del delitto - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Per capire se Eduart Xhani fosse in grado di intendere e volere quando lunedì sera, 2 novembre, ha ammazzato la madre Meleqe Lusha nel loro appartamento a Chiari, bisognerà attendere una perizia psichiatrica. Siamo solo nella fase delle indagini e il sostituto procuratore, Laura Matrone, non ha ancora chiesto formalmente la convalida del fermo del 21enne, accusato di omicidio aggravato. Ma da fonti investigative quello che emerge è che dietro al gesto del giovane ci possa essere l’ombra del disagio psichico, anche se al momento non risulta che fosse in cura da qualche specialista.

Ipotesi al vaglio

Quello che gli inquirenti ipotizzano – proprio alla luce del fatto che il ragazzo dopo aver ammesso di aver ucciso la madre non sia stato in grado di spiegare il motivo – è che nei confronti della donna di 39 anni, con la quale ha sempre vissuto, Eduart Xhani non nutrisse alcun risentimento.

Non sarebbero emersi motivi di scontro legati a problemi particolari e a quanto pare quella violenza, prima che si manifestasse nella sua forma più drammatica, l’avrebbe rivolta anche verso se stesso, ma senza riuscirci. Dunque il suo apparire estremamente confuso per chi indaga non sarebbe una sorta di recita.

Le indagini

Nel frattempo continuano le indagini da parte dei dei carabinieri, che ieri mattina, martedì 3 novembre, hanno effettuato il sopralluogo all’interno dell'appartamento all’ultimo piano della palazzina situata in via Tagliata traversa 2, a pochi metri dalle scuole medie Toscanini. I militari hanno sottoposto ai rilievi tecnico-scientifici gli abiti del giovane ancora sporchi di sangue, l’auto con la quale è arrivato a Cremona – dove si è consegnato ai carabinieri, dicendo quello che aveva fatto – dopo aver vagato tutta la notte.

Sotto sequestro alcuni coltelli e a quanto risulta anche un paio di forbici. Dopo aver ammazzato la madre con dieci fendenti in cucina – il corpo è stato spostato poi in camera da letto – avrebbe confusamente tentato di ripulire tutto. Sarà l'autopsia, fissata per venerdì 6 novembre, a stabilire con certezza quale arma abbia usato Eduart Xhani, che da ieri sera si trova in carcere a Canton Mombello a Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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