Nel Lago di Garda rimosso un quintale di vecchi piattelli

Un’opera di bonifica subacquea, che diventa denuncia contro l’uso illegale del piombo sul Garda. Ieri mattina, alcuni sub del Wwf hanno recuperato un quintale di vecchi piattelli da tiro a volo dal fondo del lago, nelle acque antistanti il parcheggio Monte Baldo di Sirmione. Si tratta dei residui di un vecchio poligono, individuati per la prima volta nel 2025 dal robot subacqueo «Zeno», sviluppato dall’Università di Pisa in collaborazione con il Wwf.
L’intervento
L’operazione di ieri, inserita nella campagna nazionale «Adopt Rivers and Lakes» del Wwf Italia e realizzata con il supporto del Comune di Sirmione e di Sirmione Servizi, ha impegnato dodici subacquei, coordinati da Paolo Zanollo del Wwf Bergamo Brescia, che in sole tre ore di immersione hanno raccolto ben cento chilogrammi di vecchi dischi in argilla e ceramica, rimasti sul fondale per oltre cinquant’anni.
Tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, infatti, a Sirmione esisteva un poligono di tiro a volo situato a bordo spiaggia. I piattelli venivano lanciati verso il lago: quelli colpiti si frantumavano in aria, quelli mancati finivano sul fondo, dove sono rimasti per decenni, adagiati tra alghe e sabbia a pochi metri dalla riva. Lo scorso anno, durante una missione di mappatura dei rifiuti sommersi, «Zeno» ha individuato molti dischetti neri e un sub del Wwf ha effettuato un prelievo campione: si trattava dei classici modelli «Jet Two» prodotti dalla ditta Benzoni di Bergamo.
«Non sono materiali particolarmente inquinanti – spiegano dal Wwf Bergamo Brescia –, il vero inquinante è stato il piombo sparato per ogni piattello e disperso in acqua».
Il piombo
Dal 15 febbraio 2023, però, è in vigore il Regolamento europeo 2021/57, che vieta l’uso e il trasporto di munizioni contenenti piombo all’interno delle zone umide e nel raggio di cento metri da esse. «La definizione di zona umida – puntualizzano dal Wwf – comprende paludi, acquitrini, laghi, fiumi e qualsiasi specchio d’acqua naturale o artificiale, quindi a pieno titolo anche il lago di Garda. Eppure, l’interpretazione italiana non lo considera tale. Un’assurdità giuridica che di fatto permette ancora oggi, in alcune circostanze, l’uso di cartucce al piombo proprio sulle sue rive e sulle sue acque».
I sub del Wwf hanno voluto sottolineare proprio questo paradosso: «Recuperando i piattelli storici, abbiamo reso visibile ciò che troppo spesso rimane invisibile: l’inadempienza cronica di un Paese che, pur avendo l’obbligo di applicare direttamente il Regolamento europeo, continua a interpretarlo in modo restrittivo, esponendo un ecosistema unico a un inquinante neurotossico persistente».
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