La sua voce a distanza di 12 anni dall'omicidio della figlia è più forte che mai. Non chiede aiuti, «ho avuto tutto quello che mi serviva e non posso lamentarmi». Quella che pretende è una risposta a una domanda tutto sommato semplice: «L'assassino di mia figlia è ancora rinchiuso in carcere in Tunisia? Da un anno io e il mio avvocato non abbiamo più avuto risposte dall'autorità competenti. Credo sia un mio diritto sapere se sta scontando ancora la condanna a 30 anni di reclusione nel suo Paese di origine». La voce è quella di Giuseppina Ghilardi, la mamma di Daniela Bani, la 30enne di Palazzolo sull'Oglio brutalmente ammazzata con un coltello dal marito Mootaz Chaanbi nel loro appartamento a San Giuseppe il 20 settembre del 2014.
L'appello alla politica è arrivato nel corso della puntata di «Messi a fuoco», condotta da Andrea Cittadini, andata in onda venerdì sera su Teletutto e incentrata proprio sul tema dei femminicidi. Giuseppina Ghilardi nel corso della puntata ha ripercorso la drammatica storia della figlia e di come a 61 anni lei e il marito siano tornati a fare a tutti gli effetti i genitori dei loro nipotini, che all'epoca avevano circa 7 e 4 anni.
Con la sincerità e la schiettezza che da sempre la caratterizzano, Ghilardi ha parlato anche di questa situazione d'incertezza. «Non ho paura, quella l'avevo negli anni in cui lui era latitante in Tunisia, dove era fuggito dopo aver ucciso mia figlia e aver portato i bambini da un suo amico. Ma dopo le prime informazioni, non abbiamo più avuto notizie. Chiedo alla politica delle risposte».




