«Delitti bresciani», la puntata sul femminicidio di Daniela Bani

Il 22 settembre 2014, in un appartamento di Palazzolo sull’Oglio si consuma uno dei femminicidi che hanno segnato la provincia di Brescia. La nuova puntata di «Delitti bresciani», il podcast del Giornale di Brescia curato da Andrea Cittadini con il montaggio di Matteo Berta, ricostruisce la storia di Daniela Bani, uccisa a trent’anni dal marito Mootaz Chaanbi con 39 coltellate.
Il racconto
È un racconto che parte da una frase, pronunciata al telefono alla madre della vittima: «Ho avuto un raptus e l’ho ammazzata». Parole che aprono uno squarcio su una vicenda di gelosia ossessiva, controllo, isolamento e paura. Una relazione segnata da liti continue, da minacce, da tentativi di separazione mai davvero concessi. Fino a quel lunedì di fine estate.
Attraverso gli atti processuali, le motivazioni della sentenza e soprattutto la testimonianza della madre Giusy intervistata da Simone Bracchi, la puntata ricostruisce minuto per minuto quanto accaduto: la mattina al supermercato, la telefonata di sedici minuti, il televisore alzato di volume, il figlio maggiore chiuso in una stanza, il coltello da cucina impugnato e i colpi inferti nella camera da letto. Poi la fuga: il post su Facebook, il prelievo di denaro, il biglietto di sola andata per la Tunisia, l’abbandono dell’auto e l’imbarco.
La Corte d’Assise condannerà Chaanbi a trent’anni di reclusione per omicidio volontario aggravato. Una condanna confermata mentre l’uomo è latitante in Tunisia, dove verrà arrestato cinque anni dopo e processato anche dalle autorità tunisine. Non sarà mai estradato in Italia.
Ma la giustizia racconta solo una parte della storia. L’altra è quella dei due bambini rimasti senza madre – e senza padre – e di una nonna che, da quel giorno, diventa madre una seconda volta. Nella puntata trova spazio anche il tema scritto dal figlio maggiore in quinta elementare: un racconto semplice e straziante di quella mattina, di una porta chiusa e di una mamma che non tornerà più.
«È stata una morte annunciata», scrivono i giudici nelle motivazioni. La puntata del podcast «Daniela, vittima di un omicidio annunciato» – disponibile qui, su Spotify e sulle principali piattaforme audio – prova a spiegare perché.
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