Cronaca

Bollo abolito: in Lombardia politica divisa tra esultanza e rebus conti

I consiglieri regionali di centrodestra: «Una risposta concreta per il ceto medio che lavora». Il centrosinistra accusa: «Mossa elettorale e dopo il 2027 chi salderà il conto?»
L'esenzione del bollo auto è al centro del dibattito politico - © www.giornaledibrescia.it
L'esenzione del bollo auto è al centro del dibattito politico - © www.giornaledibrescia.it

Il bollo auto potrebbe avere i giorni contati. Almeno per un anno. E in Lombardia, dove la tassa vale circa un miliardo di euro, la promessa del governo accende una discussione che va ben oltre il portafoglio degli automobilisti. Perché togliere una tassa piace a tutti; il problema, semmai, è capire chi pagherà il conto.

Tra i banchi di maggioranza

Nel centrodestra si brinda. Diego Invernici, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, rivendica una misura che «dà una risposta soprattutto a quel ceto medio che lavora, paga le tasse e spesso resta fuori dalle misure legate alle fasce di reddito più basse». La soglia degli 80 kW, osserva, concentra il beneficio sulle vetture più diffuse: «Per molte famiglie l’auto non è un lusso, è una necessità». Un argomento che parla soprattutto a chi, fuori dai grandi centri, non può scegliere se usare la macchina.

In Forza Italia, invece, la soddisfazione ha anche il sapore della rivincita postuma. Claudia Carzeri ricorda che abolire il bollo «era un obiettivo del nostro presidente Silvio Berlusconi e resta una delle battaglie di Forza Italia». Per ora l’esenzione riguarda soltanto il 2027 e i veicoli previsti dal provvedimento: «È un primo passo concreto», sottolinea Carzeri, auspicando che diventi definitiva.

Alcune automobili parcheggiate in Borgo Trento, immagine d'archivio - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio
Alcune automobili parcheggiate in Borgo Trento, immagine d'archivio - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio

Voci di opposizione

Fin qui gli applausi. Dall’opposizione arriva però la domanda che rischia di guastare la festa: con quali soldi? Miriam Cominelli (Pd) parla di «furba mossa elettorale» e mette sul tavolo i conti. La Lombardia, ricorda, incassa circa un miliardo dal bollo e ha già previsto 240 milioni complessivi nel triennio 2026-2028 dal recupero dell’evasione del tributo. Risorse che confluiscono nel bilancio regionale e «contribuiscono anche a finanziare la sanità e le prestazioni extra Lea».

Per questo Cominelli incalza: «Per il 2027 i soldi sembrano esserci, ma per il futuro come sarà possibile garantire la misura senza mettere in serio pericolo la nostra già traballante sanità pubblica?». Poi la stoccata alla premier: «Solo pochi mesi fa Meloni dichiarava che tagliare il bollo era una misura alla Cetto La Qualunque. Evidentemente Cetto ha fatto scuola a Palazzo Chigi».

Paola Pollini (M5s) rincara: «Misura che conferma tutta l’ipocrisia del governo Meloni. Prima ridicolizzava la proposta del M5s, salvo poi farla propria guarda caso nell’anno delle elezioni». E avverte che le risorse sottratte alle Regioni «potrebbero tradursi in tagli ai servizi».

Il centrodestra promette dunque un risparmio agli automobilisti, le opposizioni chiedono garanzie per i bilanci regionali. Nel mezzo c’è una tassa che potrebbe sparire nel 2027 e una domanda destinata a sopravviverle: chi metterà i soldi dal 2028?

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