Sanità pubblica italiana, dall’Alzheimer alla Sla «si può fare di più»

La coperta del Servizio sanitario nazionale è corta. E non copre tutti gli esami e le terapie di cui necessitano gli italiani. Un esempio sono i trattamenti per l’autismo con il metodo Aba. O il controllo del fondo oculare (per diagnosticare in tempo e curare la retinopatia diabetica) che da quando, il 30 dicembre 2024, è entrato in vigore il nuovo nomenclatore tariffario, non può più essere prescritto in esenzione. L’elenco, purtroppo, è lungo.
La Sla
Relativamente a malattie come la Sla, Stefania Bastianello, direttore tecnico di Aisla a livello nazionale, spiega che «la fisioterapia domiciliare viene proposta a pacchetti che non coprono il reale fabbisogno dei pazienti; i tempi di attivazione dei servizi sono lunghi; l’accesso alle cure palliative, sancite dai Lea, non viene garantito in ogni fase della malattia; sul territorio nazionale non c’è uniformità di accesso ai test genetici alla diagnosi. E il nuovo nomenclatore tariffario non prevede esplicitamente l’ambulatorio nutrizionale, ma lo inserisce nel calderone delle altre visite».
Per sostenere i pazienti, cercando di coprire, nei limiti del possibile, le falle del Sistema, intervengono le associazioni. Nel caso, bresciano, di Abar, le iniziative sono rivolte alle persone che convivono con la fibromialgia o altre patologie reumatiche croniche: «Per supporto psicologico, attività di counsellor e, ad esempio, shiatsu – spiegano – una parte dei costi viene sostenuta dall’associazione così da sollevare i pazienti da certe spese».
Anoressia e Alzheimer
Miriam Cominelli, consigliera regionale del Pd, fa notare che «il tema della carenza di risorse ha ricadute, in particolare, nell’ambito della riabilitazione. Ma non solo. Tra le malattie nei confronti delle quali non c’è dovuta attenzione spiccano i Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (come l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, ndr): mancano le risorse per rispondere a una domanda in continua crescita».
Richiamando la sentenza della Cassazione secondo la quale per i malati di Alzheimer le prestazioni socio-assistenziali non possono essere sganciate da quelle sanitarie e vanno quindi coperte dal Ssn, la consigliera Cominelli chiede che questo principio venga applicato: «Le spese non strettamente sanitarie non devono essere a carico di famiglie e Comuni».
Parkinson
Claudia Carzeri, consigliera regionale di Forza Italia, premette che «quello italiano è uno dei Sistemi sanitari migliori al mondo. Negli anni, purtroppo, alcuni Governi hanno guardato alla Sanità come a una spesa e non come a un investimento: ne stiamo pagando le conseguenze». A livello regionale la consigliera parla del «positivo modello di integrazione tra pubblico, privato e terzo settore-volontariato. Per una popolazione che invecchia e vede aumentare le cronicità, la sfida consiste nel puntare su prevenzione (incidendo su stili di vita, attività fisica, alimentazione...) e presa in carico».
Carzeri sta lavorando a un progetto di legge sulle patologie che interessano il pavimento pelvico. Fa parte – insieme alla consigliera Cominelli, bresciana come lei – di un gruppo di lavoro regionale sul Parkinson. E, in quanto all’epatite C, chiede «al Governo di estendere lo screening ai nati dal ’49 al ’69 e non solo, come avviene oggi, alle persone nate tra il ’69 e il 1989».
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