«Non ho perso un cuoco, ho perso un amico, un compagno di viaggio, un ragazzo pieno di entusiasmo, energia, positività. Un esempio per tutti noi». Così Philippe Léveillé ricorda Michele Cambianica, morto a 27 anni dopo una malattia. Per lo chef bretone, patron del «Miramonti L’Altro» di Concesio, il giovane bergamasco non era solo un prezioso braccio destro, ma una presenza capace di lasciare un segno profondo nell’intera squadra.
Stesse passioni
«Lavorava con noi da quattro anni - racconta -. Era il responsabile della banchettista, in lui ho sempre riposto grande fiducia». Tra i due c’era vera sintonia: «Avevamo la stessa visione delle cose, per capirci ci bastava uno sguardo». Condividevano, inoltre, la passione per la musica: «Michi amava la musica francese: Charles Aznavour, Gilbert Bécaud. Amava anche il metal duro. Trascorrevamo piacevoli mattinate lavorando e ascoltando musica francese».
Per Léveillé il giovane era «uno forte. In cucina era molto bravo e aveva senso di responsabilità. Sono certo che sarebbe diventato un grande chef». Michele diceva sempre che «le cose vanno fatte bene, così il cliente lo nota, e io sono orgoglioso del mio lavoro». L’ultimo servizio insieme è avvenuto tre settimane fa: «Era un evento complesso, lui era al timone e io ero di supporto. Era tutto contento che le cose stavano andando bene».

La malattia
Il giovane ha vissuto la malattia «con riserbo e grande coraggio – aggiunge lo chef –. Non si è mai lamentato, è sempre stato sul pezzo. Io gli ho dato carta bianca: se te la senti fai, altrimenti non preoccuparti. Lui, invece, c’è sempre stato. Diceva: "Sono felice così, sto bene, lavorare mi dà energia"».
La notizia della sua morte ha sconvolto personale e clienti del «Miramonti L’Altro»: «È ingiusto, siamo tutti scioccati». Domani, gioved 30 luglio, la brigata accompagnerà Michele nell’ultimo viaggio: il funerale verrà celebrato alle 10 nella parrocchiale di Berzo San Fermo, il paese della Val Cavallina in cui il giovane abitava. Il ristorante rimarrà chiuso per lutto.




