La maxigrandinata del 28 agosto colpisce anche il cantiere del Sant’Orsola di Chiari, un’operazione iniziata nel 2023 che prevede una sala cinematografica interrata da 80 posti a sedere e un teatro da circa 200 posti, non ancora terminata.
«L’evento atmosferico – spiega il sindaco, Gabriele Zotti – ha causato danni anche all’interno, riaprendo una problematica che era già stata affrontata nei mesi scorsi. Con i responsabili dell’azienda coinvolta nei lavori abbiamo individuato le soluzioni per evitare che possano ripetersi in futuro situazioni analoghe».
Il cantiere del Sant’Orsola è croce (molto) e delizia (decisamente meno) della politica clarense ormai da un lustro, con la contrarietà all’intervento da parte dell’attuale maggioranza, all’epoca del via al cantiere in minoranza rispetto all’allora Amministrazione Vizzardi.
L’obiettivo
Intervenendo durante l’ultima serata delle Quadre, lo scorso 12 settembre, lo stesso Zotti davanti alla cittadinanza ha dichiarato che «il 2027 sarà l’anno del Sant’Orsola». L’obiettivo è arrivare, da un lato, alla sospirata inaugurazione e, dall’altro, dare gambe e fiato – soprattutto in termini di progettualità e fondi – alla gestione ordinaria.
Su questo fronte sono in corso interlocuzioni tra il Comune e la municipalizzata Chiari Servizi, confermate dal direttore generale, Paolo Masserdotti, che parla di «nuova linea d’intervento per contribuire alla valorizzazione culturale di Chiari. Un percorso che riguarderà villa Mazzotti, il Sant’Orsola, il Museo della Città e l’ex Municipio, con un documento progettuale organico per individuare vocazioni, modelli gestionali, collaborazioni e possibili fasi di attuazione».

Le domande
Queste parole hanno spinto l’opposizione di Comitato civico a presentare un’interrogazione in Consiglio comunale di fronte a «un’ipotesi certamente interessante, ma che apre anche alcune domande. Vogliamo conoscere – spiega il capogruppo Marco Salogni - il perimetro concreto della progettualità, le modalità di gestione immaginate e le eventuali ricadute economiche e organizzative».
Per il sindaco Zotti, «la visione di Salogni è parzialmente corretta sul punto specifico, ma non coglie l’aspetto fondamentale, che è quello strategico. Non parliamo solo del Sant’Orsola, ma di una proposta culturale a 360 gradi, capace di andare a intercettare quelle risorse private fondamentali. È un’intuizione dell’Amministrazione, in fase di studio ed elaborazione, che intende coinvolgere a 360 gradi la dimensione culturale della nostra città».



