Cronaca

Incendi sul Garda, una maxi esercitazione per testare l’operatività

Si è svolta nei giorni scorsi a Gargnano e ha impegnato complessivamente sessanta volontari dell’Aib
Simone Bottura
L'esercitazione annuale Aib a Gargnano
L'esercitazione annuale Aib a Gargnano

L’incendio boschivo divampato venerdì scorso nella pineta sovrastante l’abitato di Olzano, a Tignale, è suonato come un campanello d’allarme. Nel Parco dell’Alto Garda bresciano – area storicamente martoriata dagli incendi, quasi sempre di natura dolosa – l’allerta è alta. E l’organizzazione antincendio, diffusa e ben strutturata, è pronta a intervenire, grazie anche ad aggiornamenti costanti ed esercitazioni periodiche.

L’esercitazione

L’ultima si è svolta sabato scorso, 14 marzo, nell’entroterra di Gargnano, a Costa e Briano. Qui – mentre otto operatori erano impegnati sul fronte di una vera emergenza, a tenere sotto controllo con operazioni di bonifica e sorveglianza l’incendio di Tignale – si è tenuta l’esercitazione Aib annuale della Comunità montana Parco Alto Garda. Sul campo 54 volontari dell’Alto Garda e 6 della Valcamonica, tra cui un Dos (direttore delle operazioni di spegnimento, figura chiave che dirige sia le squadre a terra sia i mezzi aerei), 13 volontari di Protezione civile e personale della Comunità Montana.

Due i fronti su cui si è operato. A Costa l’obiettivo era rendere disponibili 500 litri d’acqua al minuto, prelevati dal fiume a Nargherì, per alimentare un ipotetico elicottero con rotazioni di due minuti; a Briano si è lavorato per portare dal fondovalle al dosso in località Fornaci una vasca da 8.000 litri e alimentarla con 700 litri al minuto, così da rifornire sia l’elicottero sia le squadre a terra.

«Quest’anno – spiega l’architetta Stefania Baronio, responsabile Aib della Comunità Montana – il focus è stato il trasporto idraulico, visto che l’acqua è un bene scarsamente presente in alcune zone dell’alto Garda, insieme alle comunicazioni radio e alla logistica della catena di comando, con particolare attenzione al ruolo di capisquadra e referenti di settore».

Perché questi ,momenti di addestramento sono importanti? «L’esercitazione annuale, prevista dal Piano regionale Aib – prosegue Baronio – ha molteplici scopi: testare e migliorare il servizio, raggiungere gli obiettivi prefissati ogni anno e sperimentare soluzioni che, in caso di emergenza, possono essere applicate sul campo».

La rete

In Alto Garda il sistema Aib è ben oliato e rodato. Pronti a intervenire ci sono 138 volontari specializzati, appartenenti a diverse associazioni: gli alpini della Montesuello con i gruppi di Limone (41 volontari), Tremosine (18), Gargnano (19) e Valvestino (8), Tignale Soccorso (19), la Protezione civile di Toscolano Maderno (9), i Volontari del Garda (13) e il IX Comprensorio (12). Un piccolo esercito coordinato dall’architetto Baronio che, in caso di necessità, viene allertato e gestito da una sala operativa Aib attiva h24, allestita a Cunettone di Salò, all’interno della sede dei Volontari del Garda.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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