Cronaca

Incendi boschivi, in Valtrompia droni e rete per contenere i focolai

l sistema dell’Antincendio boschivo (Aib) della Comunità montana poggia su una struttura capillare composta da 18 gruppi di volontariato pronti a intervenire in meno di 30 minuti dalla chiamata
Barbara Fenotti
Un incendio boschivo
Un incendio boschivo

Dalle sponde del Mella fino alle vette del Maniva la Valtrompia «blinda» il suo patrimonio boschivo con una strategia che unisce il rigore della pianificazione alle tecnologie di frontiera. Il sistema dell’Antincendio boschivo (Aib) della Comunità montana, coordinato dal responsabile forestale Giacomo Remedio, poggia su una struttura capillare composta da 18 gruppi di volontariato pronti a intervenire in meno di 30 minuti dalla chiamata. I numeri parlano di una forza distribuita strategicamente tra i Comuni di Bovegno, Bovezzo, Caino, Collio, Concesio, Gardone Val Trompia, Irma, Lodrino, Lumezzane (presente con due gruppi), Marcheno, Marmentino, Nave (anch’essa con due realtà), Polaveno, Sarezzo, Tavernole e Villa Carcina.

L’organizzazione

L’organizzazione non lascia nulla al caso: il territorio è diviso in comprensori omogenei, dal Guglielmo alla Maddalena, supportati da una rete di 33 vasche idriche e un evoluto sistema radio digitale che permette la localizzazione gps della flotta in tempo reale. L’efficacia di questa macchina è stata messa alla prova anche nel primo scorcio del 2025: l’1 aprile un rogo ha interessato la località Mastale a Pezzaze, mentre il 7 aprile le fiamme hanno percorso quasi 1 ettaro a Santella-Bondegno, nel Comune di Collio, in un episodio di natura dolosa.

Pochi giorni dopo, l’11 aprile, l’allerta è stata massima per due eventi simultanei: un incendio doloso a Fontana (Lumezzane) e un vasto rogo che ha divorato oltre 92 ettari tra pascolo e bosco a Malga Canali, tra Collio e Bovegno.

Proprio al fine di contrastare scenari così complessi, la Comunità montana ha varato nell’agosto 2025 un progetto sperimentale all’avanguardia con l’impiego di droni nello spegnimento, utilizzati per contenere i focolai in fase iniziale e operare in zone impervie, riducendo i rischi per gli operatori e i costi ambientali.

Di recente, inoltre, l’ente comprensoriale si è dotato di 2 moduli su mezzo 4x4 da 2.000 litri ciascuno per lo spegnimento di incendi, mentre il Comune di Lodrino, in collaborazione con il Consorzio forestale Nasego e il cofinanziamento erogato direttamente dalle Regione Lombardia, ha realizzato un bacino aib da 800.000 litri in zona Pineta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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