Cronaca

In Valcamonica occhi elettronici proteggono le aree a rischio incendio

La Protezione civile-antincendio boschivo (Aib) camuna è all’avanguardia sul fronte del monitoraggio dei roghi: ecco come funziona
Giuliana Mossoni
Durante un'azione antincendio
Durante un'azione antincendio

In tempi donare il proprio tempo per gli altri o per la tutela del bene comune non va certo di moda, il volontariato in Protezione civile gode ancora di ottimi favori. In Vallecamonica, nonostante tutte le difficoltà, quando la Protezione civile-antincendio boschivo (Aib) chiama, sono in tantissimi a rispondere. Ne è una prova il fatto che in tutti i corsi organizzati per diventare volontari Aib sono decine gli iscritti. Ogni anno la Comunità montana di Vallecamonica propone delle azioni formative, «laureando» ogni volta nuove braccia e cuori disponibili a impegnarsi. D’altronde, la terra dei camuni ha a disposizione 39 tra gruppi e associazioni di volontariato attivi nelle operazioni di prevenzione, avvistamento e spegnimento degli incendi boschivi.

Come lavora l’Aib

L’ente comprensoriale è delegato dalla Regione alla gestione e addestramento di queste squadre, svolgendo un’attività di coordinamento sulla base delle procedure definite dal Piano regionale Aib. Il Piano locale antincendio boschivo è stato approvato un anno fa esatto, redatto da Dario Entrade, e contiene le linee Aib per il territorio camuno.

Per svolgere tutte le attività, fin da principio la Comunità montana ha istituito un proprio gruppo di Protezione civile, il Gicom, guidato dal direttore del settore Gian Battista Sangalli e da Roberto Galli. Una delle principali attività è la gestione della sala operativa, che possiede un sistema di videosorveglianza Aib che integra, e in parte sostituisce, l’attività di prevenzione svolta direttamente dai volontari sul campo. Un sistema che permette di potenziare l’azione di prevenzione e che copre completamente le aree a maggior rischio d’incendio della Valle Camonica. Sono infatti operativi sette occhi elettronici che puntano gli occhi nei territori dei comuni di Berzo Inferiore (località Camarozzi), Edolo (Monte Colmo), Sellero (Monte Tambione), Paspardo (località Colombè), Piancogno (località Annunciata), Sonico (frazione Garda) e Angolo Terme (San Vigilio).

L’obiettivo è solo la rilevazione delle situazioni di pericolo per incendi boschivi, riprendendo ampi spazi di territorio (viste le grandi distanze, non permettono il riconoscimento puntuale delle persone). Sono visibili da tutti su www.siminformatica.it/aib.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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