Cronaca

Puegnago, incendi boschivi osservati speciali

Il Piano comunale di protezione civile fotografa le problematiche per la cittadina: tutto il territorio mappato in base alle criticità
Alice Scalfi
Le aree boschive sono costantemente vigilate, soprattutto d'estate
Le aree boschive sono costantemente vigilate, soprattutto d'estate

Più di un rischio su due, a Puegnago, ha un nome preciso: incendio boschivo. È quanto emerge dal nuovo Piano comunale di Protezione civile, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, che aggiorna la mappatura delle emergenze e fotografa un territorio dove il 58,48% del rischio complessivo è legato proprio ai roghi. Seguono il rischio idrogeologico, pari al 23,43%, gli incidenti stradali con l’8,24%, gli infortuni sul lavoro con il 7,71% e il rischio industriale con il 2,14%.

Natura

Il nuovo Piano recepisce le più recenti direttive regionali e aggiorna il precedente documento, in vigore prima della riforma lombarda del 2021 e delle linee guida approvate nel 2022. L’obiettivo è dotare il Comune di uno strumento più attuale, con dati aggiornati, nuovi scenari di rischio, procedure operative riviste e una diversa organizzazione della macchina dei soccorsi.

Particolare attenzione viene riservata proprio agli incendi boschivi. Puegnago ricade infatti nella zona omogenea IB13 del Piano regionale antincendi boschivi ed è classificato in classe di rischio 2. Il territorio comunale comprende circa 236 ettari di aree boscate, un patrimonio naturale che richiede un costante monitoraggio soprattutto durante i mesi estivi, quando alte temperature e siccità aumentano il pericolo di propagazione delle fiamme.

Rischio idraulico

Il documento non si limita però agli incendi. Analizza anche il rischio idraulico e idrogeologico, quello sismico, gli incidenti stradali, le ondate di calore, i blackout e le emergenze ambientali, individuando per ciascuno procedure operative e modalità di intervento.

Per il rischio idraulico, ad esempio, l’attenzione si concentra soprattutto sulla frazione di Raffa, dove le aree più sensibili interessano il tratto della SP 572 e le zone comprese tra via Pascoli e via Ungaretti, tra via Dante Alighieri e via del Rio, oltre a via Dosso. Tra le aree monitorate figurano anche Palude e Mura.

Evacuazione

Il Piano individua inoltre quattro aree di attesa per la popolazione e due aree di ricovero da utilizzare in caso di evacuazione, oltre ai principali punti nei quali potranno essere istituiti i cancelli per regolare la viabilità durante un’emergenza. Vengono censiti anche gli edifici strategici, le strutture sensibili, i punti utilizzabili per l’atterraggio degli elicotteri e la rete viaria da privilegiare per l’arrivo dei soccorsi.

L’aggiornamento ridefinisce anche la composizione dell’Unità di crisi locale e delle funzioni di supporto, chiamate a coordinare gli interventi insieme al Centro operativo comunale, censendo mezzi, personale e risorse disponibili sul territorio.

Prevenzione

Accanto alla gestione delle emergenze trova spazio anche la prevenzione. Il Piano punta infatti a rafforzare la cultura della Protezione civile attraverso attività di informazione rivolte ai cittadini, incontri pubblici, materiale divulgativo e iniziative nelle scuole, affinché la conoscenza dei comportamenti corretti diventi parte integrante della sicurezza del territorio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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