Incendi boschivi nel Bresciano: 125 ettari in fumo nel 2025
Insegnare la legalità per difendere il patrimonio naturale del territorio. Con questo obiettivo i carabinieri Forestali di Idro e Gavardo hanno incontrato ieri gli studenti della scuola secondaria di Casto. Una lezione speciale, lontana dai banchi e vicina alla realtà locale, interamente dedicata alla tutela della biodiversità e alla prevenzione degli incendi boschivi.
L’iniziativa arriva in un momento particolarmente delicato dal punto di vista meteorologico, in cui è in vigore il divieto assoluto di accensione fuochi e di bruciare residui vegetali. La fragilità dell'ecosistema bresciano è stata confermata proprio il 13 marzo, quando un incendio ha colpito la località Olzano, nel comune di Tignale. Solo il tempestivo intervento dei volontari antincendio ha permesso di contenere le fiamme, che hanno comunque interessato 800 metri quadri di una pineta di pino nero.
Tra i banchi

Durante l'incontro, i militari hanno trasmesso ai ragazzi il concetto di ambiente come «bene Comune, spiegando che la foresta non è solo un panorama, ma un sistema vitale che va preservato attraverso un uso sostenibile delle risorse». Un passaggio centrale della mattinata ha riguardato le pesanti conseguenze giuridiche per chi provoca un rogo. I ragazzi hanno appreso che la legge è severissima: un bosco bruciato rimane infatti vincolato per quindici anni, periodo in cui non può cambiare destinazione d’uso, mentre per dieci anni scattano i divieti assoluti di pascolo, caccia e di ogni tipo di edificazione.
Oltre al Codice Penale, i Carabinieri Forestali hanno approfondito il ruolo delle sanzioni amministrative, descrivendole come il primo e più importante livello di prevenzione. Multare chi brucia sterpaglie in periodi vietati non è una semplice azione punitiva, ma un atto educativo volto a scoraggiare comportamenti imprudenti che potrebbero innescare disastri ambientali indomabili.
I dati
L’attenzione resta altissima, nonostante una leggera diminuzione del fenomeno rispetto al passato. Il bilancio del 2025 per la provincia di Brescia si è chiuso con 31 incendi boschivi e 125 ettari di territorio devastati, di cui 55 boscati e 70 tra prati e pascoli, portando alla sanzione di 32 persone.
L'anno in corso sembra confermare la necessità di vigilanza: l'evento di Tignale è infatti il quarto incendio del 2026, dopo i roghi di Collio, Malonno e Sabbio Chiese. L’attività di controllo ha già portato a sanzionare 20 persone per fuochi accesi in periodi vietati, con multe che superano complessivamente i 7 mila euro.
«La repressione non basta», hanno concluso i militari di Idro e Gavardo, sottolineando che ogni azione individuale ha un impatto diretto sulla salute della collettività. L'invito rivolto agli studenti è quello di diventare «sentinelle della biodiversità», cittadini consapevoli pronti a segnalare i pericoli e a diffondere una cultura del rispetto che superi la semplice paura della sanzione.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
