Cronaca

«In barca tremano tutti»: il Benaco dà nuovo equilibrio ai malati di Parkinson

L’esperienza ParkinsOnLake di Asst Garda e Hyak per favorire coordinazione e tono muscolare dei pazienti
Alice Scalfi
La squadra della prima ParkinsOnLake - © www.giornaledibrescia.it
La squadra della prima ParkinsOnLake - © www.giornaledibrescia.it

C’è chi ritrova l’equilibrio quando tutto resta immobile e chi, invece, lo riscopre proprio nel movimento. Per alcune persone col Parkinson è accaduto tra le onde del Garda, dove l’oscillare continuo di una barca a vela si è trasformato in un esercizio di fiducia, coordinazione e condivisione. È il bilancio della prima edizione di ParkinsOnLake, il progetto pilota promosso da Asst Garda insieme all’associazione Hyak di Massimo Goffi.

Cosa si fa

Per cinque giornate i partecipanti sono salpati dal porto di Portese, affiancati dagli istruttori dell’associazione, imparando le basi della navigazione e mettendosi alla prova non in un semplice corso di vela, ma in un percorso pensato per rafforzare autonomia, relazioni e qualità della vita, attraverso un’attività capace di coinvolgere corpo e mente.

A raccontarne il valore sono stati soprattutto i pazienti: «La barca non sta mai ferma ed è in sintonia con noi che magari ci muoviamo anche senza volerlo - hanno spiegato Eros e Maurizio -. Il movimento del lago aiuta l’equilibrio, ma la cosa più bella è stata fare gruppo. Gli istruttori ci hanno fatto sentire sempre al sicuro e, se sbagli, non succede nulla».

L’aiuto

Un’esperienza che ha aiutato molti a superare le iniziali remore nel mettersi in gioco, ritrovando sicurezza e autostima.

Cristina parla, invece, di un percorso che insegna «non a sfidare i propri limiti, ma ad ascoltarli», mentre Marco lo definisce «un investimento nella salute, nella dignità e nella speranza» per chi convive con il Parkinson. La sintesi sta in una frase potente: «In barca non hai problemi a tremare perché tremano tutti».

Salute

Le sensazioni raccontate dai partecipanti trovano una spiegazione anche sul piano clinico. Per il neurologo Massimo Biacca, la vela rappresenta una preziosa terapia complementare perché stimola in modo continuo equilibrio, coordinazione e tono muscolare, favorendo la neuroplasticità in un ambiente dinamico.

Ecco perché per Asst Garda il progetto non è una parentesi: «È stato un primo tassello – ha spiegato la direttrice generale Roberta Chiesa –. L’approccio fuori dagli schemi paga e la cura passa anche attraverso occasioni come questa».

L’intenzione è cercare le risorse necessarie per mantenere gratuita la partecipazione, organizzare magari due edizioni all’anno, affiancare incontri teorici durante l’inverno e, in prospettiva, ampliare l’offerta anche ad altre attività capaci di favorire benessere e socialità. I dettagli della prossima edizione saranno annunciati a settembre, durante la consegna dei diplomi ai partecipanti del primo corso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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