Parkinson, il vademecum dei servizi e l’appello per oltre 6mila malati

Ci sono voluti due anni di ricerche, mail e telefonate. Ma ora è pronto per essere diffuso ed eventualmente aggiornato. È il vademecum che Pier Luigi Fanetti ha stilato per il «Gruppo di studio e lavoro Parkinson Brescia» e per tutte le persone affette dalla malattia di Parkinson che sono interessate a conoscere i servizi che il nostro territorio offre.
«Ovviamente – precisa Fanetti affiancato da Fulvio Pasotti, referente bresciano di ParkinsOnMove – io ho elencato le opportunità, ma non posso offrire garanzie di qualità».
Il documento
Spulciando il documento si legge l’elenco dei servizi offerti dalle quattro Asst bresciane; c’è uno spazio dedicato alle associazioni (la principale è Azione Parkinson Brescia che si riunisce al civico 13 di via Villa Glori in città, ma sono attive anche Parkinson&Sport e, appunto, ParkinsOnMove) e si trovano svariate opportunità offerte ai malati, come il pilates in acqua, le lezioni di tango (o meglio Riabilitango) e il tennis tavolo. «Se qualcosa mi è sfuggito sono disponibile ad aggiornare subito il file», fa sapere Fanetti.
Dalla storia personale alla collettività
Il progetto di mappatura della situazione culminato in questo documento nasce dalla sua storia personale: «Quando ho scoperto di essere affetto dalla malattia di Parkinson ho subito cercato informazioni su quanto fosse diffusa e su quali servizi pubblici, convenzionati con il Ssn e privati ci fossero nella nostra provincia, ma ho trovato pochissimo – spiega –. Così mi sono dato da fare in prima persona per fornire uno strumento utile ai malati, che sono 5.714 nel territorio di Ats Brescia (dato 2024, più 112 rispetto all’anno precedente) e 889 in Valcamonica (dato 2023).
È emerso – sostiene – che i servizi sono poco conosciuti e mal distribuiti. Le zone scoperte sono principalmente due: «la Bassa sotto Leno e Montichiari e la Valsabbia sopra Prevalle».

Il Gruppo di lavoro
Da qui l’appello affinché «si colmi un vuoto, si propongano più sedute di fisioterapia e logopedia a cura di figure specializzate in questa malattia e quante più strutture offrano ai malati attività motoria adattata in modo continuativo». «Fare movimento in questa malattia è infatti fondamentale», aggiunge Pasotti. Il Servizio sanitario nazionale passa «10 ore di fisioterapia e 10 di logopedia all’anno che, come si può immaginare, non sono sufficienti», puntualizzano entrambi.
Il «Gruppo di studio e lavoro Parkinson Brescia» il cui logo si ispira a don Milani (e contiene la scritta «I care ancora») è composto da persone malate di Parkinson che fanno riferimento a più associazioni, oltre che da alcuni familiari e consulenti. In gennaio ha partecipato a una delle audizioni che, alla fine di maggio, hanno portato all’approvazione della Risoluzione sul Parkinson da parte della Commissione sanità del Consiglio regionale.
Il Gruppo è inoltre in contatto con l’Ordine dei medici di Brescia affinché possa essere avviata una campagna di sensibilizzazione specifica per i medici di famiglia con la consapevolezza che abbiano un ruolo importante per identificare precocemente la malattia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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