Parkinson, a Brescia 5 casi ogni 1000 abitanti: colpisce più gli uomini

Il numero in cinque anni è rimasto abbastanza stabile e si riferisce alla zona coperta da Ats Brescia, esclusa la Valcamonica
Le mani di una persona anziana
Le mani di una persona anziana
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Erano 5.850 nel 2019, sono diventati 5.714 cinque anni dopo: il numero di persone con la malattia di Parkinson in questi anni è abbastanza stabile. Emerge dal report 2024 realizzato da Ats Brescia facendo riferimento a un territorio di oltre 1,2 milioni di abitanti che comprende tutta la nostra provincia, Valcamonica esclusa.

4,7 casi ogni mille assistiti

La prevalenza riscontrata è di 4,7 casi ogni mille assistiti, a fronte dei 4,8 casi del 2019. La malattia colpisce più uomini (2.985) che donne (2.729): come si legge nel report di Ats, «la prevalenza è più alta tra i maschi rispetto alle femmine in tutte le classi di età in cui è stata suddivisa la popolazione».

L’età media è all’incirca 75 anni. Da viale Duca degli Abruzzi evidenziano alcune differenze territoriali per lo più spiegate facendo riferimento alla diversa struttura della popolazione dei Distretti in cui è suddivisa la nostra provincia: «Nei Distretti con età media più elevata c’è una tendenza a osservare tassi di prevalenza più alti della media di Ats». Nello specifico la prevalenza schizza a 5,4 casi ogni mille abitanti nel Distretto di Brescia e raggiunge il livello più basso (3,6) nell’Oglio Ovest, il Distretto con l’età media più giovane.

Servizi ed età

«Anche per quanto riguarda i servizi utilizzati l’età è un fattore determinante nell’influenzare la loro attivazione –  leggiamo sempre nel report di Ats – . Circa un terzo degli assistiti ultranovantenni con Parkinson è stato ricoverato in Rsa e il 38% ha usufruito di assistenza domiciliare. Le cure palliative sono state attivate per un totale di 85 assistiti (1,5%). Circa un assistito con Parkinson su quattro ha avuto almeno un ricovero e il 37% di pazienti ha avuto almeno un accesso in Pronto soccorso. A differenza degli altri servizi il cui utilizzo aumenta con l’età, il ricorso al Pronto soccorso è comune a tutte le fasce di età».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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