Giovani e inclusione fanno di Casazza un quartiere dinamico
Circa un centinaio di anni fa, a nord di Brescia, sorgeva una piccola cascina. Intorno distese di prati, stalle e un caratteristico odore di fieno. La chiamavano «Casaccia»; forse perché era un po’ modesta. O forse perché non godeva di quel prestigio che contraddistingueva le altre abitazioni.
Oggi quel terreno ospita il parco Reggio e quel nome, nel tempo, si è trasformato in Casazza: un quartiere cittadino. Che si porta dietro una denominazione nata dal basso ma che attualmente identifica uno dei rioni più frequentati di Brescia, capace di fare dell’integrazione e dei giovani i suoi principali punti di forza.
Giovani
Nonostante l’alta percentuale di anziani, 879 over 65 su un totale di circa 3mila abitanti pari al 29,3%, i giovani mantengono vivo il tessuto sociale. Merito innanzitutto delle iniziative proposte dall’oratorio e dalla parrocchia di Santa Maria della Chiesa. Tra queste spiccano il doposcuola e l’aiuto-compiti gestiti da educatori e volontari, le lezioni di musica e le gite all’aperto per i gruppi di preadolescenti e adolescenti.
«Quest’anno il tema scelto per loro è la dignità – spiega la consigliera del Consiglio di quartiere Sara Richiedei –. In un momento storico così drammatico ci sembra opportuno sensibilizzare i nostri ragazzi».
Molto attivo anche il G.so., il gruppo sportivo dell’oratorio, che «oltre a organizzare tornei di calcio, propone attività sociali come il pranzo di Natale con gli anziani, a cui l'anno scorso hanno partecipato oltre 90 persone».
A fianco dei giovani non manca il supporto di Valledoro, azienda familiare leader nei prodotti da forno «che in ogni momento di ritrovo con i ragazzi offre merende e dolciumi di vario genere».
Integrazione
Ma come detto a Casazza la socialità va di pari passo con l’integrazione. In primis grazie a «Fili intrecciati», un progetto fortemente voluto da Richiedei e che propone corsi di lingua italiana per donne di minoranza etnica.
«L’idea è partita dopo gli incontri con le famiglie seguite dal centro Caritas – spiega la consigliera –. Ho percepito il desiderio di queste persone di volersi emancipare, di comunicare in modo autonomo con gli insegnanti dei propri figli. Oggi si può dire che si siano integrate nella nostra comunità, creando anche dei legami di amicizia».
Alle lezioni – che si tengono ogni martedì e giovedì al centro socio-culturale di via Casazza 46 – «non vengono rilasciate certificazioni. Le persone infatti vengono indirizzate alla sede della Cgil di via Folonari dove è possibile conseguire i livelli B1 e B2 di italiano, necessari per ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo». Un’iniziativa talmente di successo che quest’anno il numero ha superato le aspettative. Sul territorio è presente anche la comunità Hebron, la casa famiglia che accoglie persone con disabilità.
Associazioni
Non manca poi il contributo della biblioteca considerata «un punto di riferimento per San Bartolomeo, Borgo Trento e Sant’Eustacchio. La realtà – prosegue il membro del Consiglio di quartiere – organizza attività ricreative per tutte le fasce di età».
Sul fronte sport c’è Move out, l’associazione di giovani che si divertono facendo parkour: «Hanno valorizzato l’Arena di Casazza: un tempo ritrovo di degrado e spaccio, oggi è uno dei punti più colorati e vissuti».
Scuole
Non mancano le sedi scolastiche, tre in tutto: il nido Girasole, la scuola materna Tadini e la primaria di Casazza. «Quest’ultima sta però subendo un forte calo di iscrizioni».
Presente infine un istituto privato, l’Ok School Academy con i suoi corsi di make-up, parrucchiera, estetista, grafica ipermediale, digitale e alta formazione.
Spazi verdi
E proprio quest’ultima scuola secondaria di secondo grado gode di un ampio spazio verde pubblico, il parco Reggio, dove gli studenti possono godersi una pausa all’aria aperta tra una lezione e l’altra. «Qui inoltre si svolgono le cene di quartiere: all’ultima, che si è tenuta ad agosto, hanno partecipato oltre 200 persone».

L’area è poi sfruttata in occasione del Palio delle contrade che «quest’anno compie 30 anni». Più a sud invece il parco Milite Ignoto, «più piccolo e senza giochi, ma comunque frequentato dai residenti».
Criticità
Ma non tutto funziona alla perfezione. Il quartiere come detto è infatti abitato da un’alta percentuale di anziani, che tuttavia hanno pochi luoghi di ritrovo. «A parte i corsi di ginnastica dolce del centro socio-culturale e alla tombolata all’oratorio, c’è poco. Sicuramente un aiuto prezioso è dato da Alberi di Vita, l’associazione di Mompiano che organizza attività per loro. Ma non basta». Restano infine le criticità sul tema dei parcheggi e «delle soste irregolari sui marciapiedi durante le partite di calcio al vicinissimo stadio Rigamonti».
Tra integrazione e vita di comunità, Casazza racconta così un quartiere in continua crescita, capace di valorizzare la diversità come una ricchezza.
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