Il controllo di vicinato riaccende il confronto sulla sicurezza a Gardone. La minoranza ne chiede l’introduzione, mentre la maggioranza ritiene sufficienti gli strumenti già attivi. A riaprire il dibattito è stato l’incontro del 28 ottobre in Comunità montana, dove il prefetto di Brescia Andrea Polichetti ha presieduto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con i sindaci dei 18 Comuni triumplini. In quella sede il prefetto ha richiamato anche l’utilità del controllo di vicinato e ha invitato i sindaci a valutarne l’attivazione.
L’auspicio
La minoranza «La nostra città», che fa riferimento a Roberto Bondio, torna sull’emendamento presentato il 28 settembre per introdurre una rete di collaborazione tra cittadini, Comune e forze dell’ordine, respinto dalla maggioranza perché ritenuto superfluo. «Ci auguriamo che questo richiamo porti la maggioranza a riconsiderare la propria posizione e a fare un passo indietro – afferma il gruppo –. Non ci interessa rivendicare il merito di un’iniziativa, ma vederla realizzata».

La replica
L’Amministrazione Brunori ribatte: «A chi fa propaganda noi rispondiamo coi fatti». La maggioranza sottolinea che il prefetto ha invitato a valutare il controllo di vicinato, senza però indicarlo come unico modello per la sicurezza. Una valutazione che l’Amministrazione afferma di avere già compiuto, dopo un confronto con le forze di polizia locali.
A sostegno della propria scelta richiama una sessantina di telecamere, con altre dieci in arrivo, e «una costante interazione tra cittadini e consiglieri incaricati nelle diverse zone del paese». A questi strumenti affianca il nuovo regolamento di Polizia urbana, che prevede anche il Daspo, e la riqualificazione del parco del Mella. Quest’ultimo intervento, riferisce la maggioranza, è stato citato dalle forze dell’ordine durante l’incontro come esempio per ridurre le aree meno sicure. «Siamo pertanto convinti che il controllo di vicinato non avrebbe aggiunto altro», sostiene l’Amministrazione.
La contestazione
L’opposizione contesta questa conclusione: «Le telecamere sono importanti, ma svolgono una funzione diversa». Secondo il gruppo, cittadini informati e formati potrebbero rendere più capillari l’osservazione del territorio e le segnalazioni, con attenzione anche a quartieri, frazioni e periferie. «Gardone non si esaurisce lì», rimarca a proposito del parco del Mella.
Per la minoranza il valore aggiunto sarebbe anche nella partecipazione: «Il controllo di vicinato significa promuovere collaborazione, senso di appartenenza, attenzione reciproca e responsabilità».



