Parlare solo di caldo anomalo, di fronte ai numeri dell’estate 2026, sarebbe decisamente riduttivo. Finora abbiamo vissuto una stagione che, in base a quelli che sono sempre stati i nostri canoni climatici, appare fuori dagli schemi.
I dati
A guidarci, in questo bollente viaggio tra i numeri, saranno i dati della stazione meteorologica cittadina, installata presso l’istituto Pastori, operativa dal lontano 1949 e gestita da Nicola Gelfi, che in qualità di responsabile dell’osservatorio ci ha fornito dati e statistiche. Onde evitare equivoci, una doverosa premessa: secondo il calendario meteorologico, l’estate inizia il 1° giugno e si conclude il 31 agosto.
Ora, spazio alle classifiche: dopo aver archiviato il secondo mese di giugno più caldo di tutta la serie storica bresciana, luglio ha chiuso al quarto posto e agosto, finora, è stato accompagnato da anomalie termiche a senso unico.
La prima metà del mese ha portato con sé numeri davvero clamorosi: la media delle temperature massime è stata di +37,0°C e la soglia dei 38°C è stata superata cinque volte. In particolare, merita un cenno il picco di +39,4°C misurato nel pomeriggio del 6 agosto: si tratta del valore più alto mai raggiunto in città dall’inizio delle rilevazioni, ovvero dal secondo dopoguerra.
Se parliamo di minime, dobbiamo prendere atto che le notti tropicali sono ormai diventate un’abitudine: solo ieri, dopo tre settimane di attesa, la colonnina di mercurio è riuscita a scendere sotto i 20°C. La media della prima metà di agosto, a conti fatti, è stata di +29,9°C: lo stesso periodo, nella bollente estate 2003, chiuse a +30,1°C.
I record
Il testa a testa è serrato, ma c’è un aspetto importante da considerare: all’epoca il caldo non diede tregua, proseguendo senza sosta fino alle porte di settembre, mentre quest’anno la terza ed ultima decade di agosto, previsioni alla mano, dovrebbe essere caratterizzata da temperature ben più sopportabili. I conti si fanno alla fine, ma salvo improbabili sorprese dovremo accontentarci del podio: non solo il mese di agosto, ma l’intera stagione estiva del 2003, per quanto riguarda la temperatura media, rimarrà imbattuta. Se, invece, parliamo di singoli episodi, oltre ai +39,4°C raggiunti dodici giorni fa spiccano altri due, incredibili record: il 27 maggio, quando l’estate doveva ancora iniziare, la temperatura in città raggiunse i +35,2°C, stabilendo un nuovo primato mensile, mentre nel pomeriggio del 28 giugno la massima arrivò a +37,7°C, un valore senza precedenti per il primo mese d’estate.
L’analisi
La causa? Soffermarci solo sull’anticiclone subtropicale, che quest’anno si è rivelato più invadente che mai, sarebbe il risultato di una visione miope, limitata. Se stiamo vivendo un’estate eccezionalmente calda, la ragione più profonda è piuttosto da individuare nel cambiamento climatico, che sta rendendo irriconoscibili le nostre stagioni.

L’intensità, la frequenza e la durata delle ondate di caldo sono in aumento, le masse d’aria in arrivo dall’Africa settentrionale raggiungono l’Europa con una facilità mai riscontrata prima d’ora, e rilevare temperature nettamente superiori alla media è una conseguenza scontata. Detto ciò, sarebbe irrealistico ipotizzare, per i prossimi anni, una corsa senza freni: il riscaldamento globale è destinato a proseguire, tuttavia l’estate 2026, a Brescia, non verrà ricordata come la più fresca del prossimo ventennio. Prima o poi, inevitabilmente, ci troveremo di fronte a stagioni ancor più calde, ma non mancheranno le estati vivibili perché l’aumento delle temperature, su scala locale, non procede in modo lineare. La tendenza rimarrà al rialzo, ma ci saranno oscillazioni più o meno marcate. Di fronte a scenari futuri tutt’altro che rosei, l’unica consolazione arriva dal fatto che l’estate 2003, anche quest’anno, rimarrà imbattuta.



