Cronaca

Discarica Vallosa, il Consorzio Franciacorta si schiera con Legambiente

Questo il dato politico più rilevante della conferenza stampa che si è svolta ieri a Passirano per fare luce sulla situazione
Conferenza stampa sulla discarica Vallosa: da sinistra Parzanini, Bai e Ferrari
Conferenza stampa sulla discarica Vallosa: da sinistra Parzanini, Bai e Ferrari

Cinquant’anni di battaglie ambientali e ora, accanto a Legambiente, si schiera anche il Consorzio per la tutela del Franciacorta. È questa la novità politica più rilevante emersa dalla conferenza stampa organizzata a Passirano sulla discarica Vallosa, storico sito al centro delle polemiche per la presenza di rifiuti industriali e Pcb, sostanze riconducibili alla produzione Caffaro.

Insieme

In una lettera inviata al presidente di Legambiente Franciacorta Silvio Parzanini, il presidente del Consorzio Emanuele Rabotti parla della necessità di un «intervento risolutivo» sull’area, sottolineando come la tutela del paesaggio e della qualità ambientale sia ormai parte integrante della salvaguardia del marchio Franciacorta.

Una presa di posizione che Legambiente considera un passaggio storico. «La qualità oggi è il vero elemento distintivo del territorio», ha spiegato Parzanini, ricordando come proprio attorno alla discarica negli ultimi anni siano sorti nuovi vigneti e grandi cantine.

I dati sanitari

Altro elemento centrale riguarda i dati sanitari illustrati dal medico del lavoro Edoardo Bai, storico esperto dell’inquinamento Caffaro. Nel documento epidemiologico presentato durante l’incontro vengono evidenziati, nel Comune di Passirano, eccessi statisticamente significativi di malattie cardio-cerebrovascolari e tumori al fegato rispetto ai territori vicini. Secondo i dati riportati, per le malattie cardio-cerebrovascolari Passirano presenta un indice Spr pari a 1,24 nella popolazione generale, mentre per il tumore al fegato l’indice arriva a 1,72 e addirittura a 2,82 tra le donne.

I piezometri (pozzi) per tenere monitorato lo «stato di salute» della discarica Vallosa
I piezometri (pozzi) per tenere monitorato lo «stato di salute» della discarica Vallosa

Per Bai non esisterebbero «spiegazioni alternative» rispetto alla presenza della discarica e alla contaminazione ambientale dell’area. Una situazione che, secondo Legambiente, continua a rappresentare un’emergenza ambientale nonostante gli interventi di capping eseguiti negli anni scorsi. Le ultime analisi Arpa hanno infatti confermato la presenza di Pcb nelle acque sotterranee con valori fino a dieci volte superiori ai limiti di legge nella falda superficiale, oltre a nichel, boro ed esaclorocicloesano alfa. La discarica contiene circa 440mila metri cubi di rifiuti, compresi materiali industriali riconducibili alla Caffaro.

Diffide

L’avvocata Paola Maddalena Ferrari ha ricostruito le diffide inviate da Legambiente già dal 2019 a Provincia, Regione, Arpa, Ats, Procura e Corte dei Conti, sostenendo che il capping fosse «una soluzione insufficiente» e che i fondi pubblici spesi per la copertura del sito rischiassero di rivelarsi inutili. Secondo Ferrari, recenti carotaggi effettuati da Arpa avrebbero confermato che «la situazione della Vallosa è sostanzialmente immutata».

Ora l’associazione annuncia nuove richieste di accesso agli atti sui monitoraggi ambientali, sui dati sanitari e sulle condizioni dei lavoratori agricoli della zona, ritenuti tra i più esposti per il continuo contatto con i terreni.

Bonifiche

Sul tavolo c’è poi il nodo decisivo delle bonifiche e delle risorse economiche. Parzanini lega direttamente la Vallosa al maxi risarcimento LivaNova-Caffaro da circa 250 milioni di euro destinati al Sin Brescia-Caffaro.

«Brescia non può pensare di prendersi tutti quei soldi. Sono risorse che spettano anche a Passirano», afferma il presidente di Legambiente, chiedendo che una parte dei fondi venga destinata anche alla bonifica della discarica franciacortina. Secondo gli ambientalisti, la questione non è più rinviabile. «Questo cancro va tolto, costi quel che costi», conclude Parzanini, chiedendo a politica e istituzioni di affrontare definitivamente il problema del sito e dello smaltimento dei rifiuti più pericolosi presenti nella Vallosa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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