Un anno di Consorzio Franciacorta targato Emanuele Rabotti. A dodici mesi esatti dalla nomina, il 68enne presidente del sodalizio «Docg», patron di Monte Rossa e figlio di Paolo, prima guida del medesimo Consorzio nel 1990, ha voluto mettere nero su bianco in una lettera le «direttrici strategiche per il futuro della denominazione», da sottoporre agli altri produttori.
La missiva è stata al centro dell’assemblea dei soci, che a Erbusco ha approvato il bilancio 2025 e il budget 2026, prima di tributare un sentito momento di ricordo a Donata Berlucchi, Ivonne Bianchi e Luigi Bosio, storici produttori scomparsi nelle ultime settimane.
Il punto

Durante l’assemblea, Rabotti ha mostrato la strada immaginata per il futuro delle oltre 120 cantine associate. Un progetto che ruoterà, nei prossimi mesi, attorno a tre pilastri: «solidità, crescita e visione strategica». Il 2025, per il presidente del Consorzio, si è «chiuso con risultati positivi, nonostante un contesto internazionale complesso e instabile». Tra dazi di Trump, crisi globali, cambiamento climatico e nuovi modelli di consumo, i soci Franciacorta ha comunque chiuso sfiorando quota 19 milioni di bottiglie, in lieve flessione sul 2024, pur mantenendo intatto il valore medio (24.45 euro a bottiglia). E se il mercato italiano resta primario, con oltre l’87%, l’export è arrivato alla soglia del 13%, con un aumento sull’anno del 5,3%.
Numeri che, per Rabotti, denotano come il «Franciacorta abbia dimostrato resilienza e capacità di adattamento: indicatori concreti della solidità del posizionamento e della fiducia dei mercati internazionali». Il solco complessivo resta comunque quello tracciato dalla precedente presidenza, quella di Silvano Brescianini, «un’eredità importante che il Consorzio intende preservare e sviluppare, rafforzando ulteriormente l’identità distintiva della denominazione. La presenza di un’identità forte e riconoscibile ha permesso, negli anni, di distinguerci come comparto unico nel panorama vitivinicolo, capace di esprimere valore non solo nel prodotto, ma anche nel territorio, nella cultura e nella visione collettiva».
Oltre confine
Per il 2026, la linea del Consorzio punta quindi a «valorizzare ulteriormente le eccellenze del territorio, rafforzare il dialogo con i consumatori e sviluppare nuovi progetti per consolidare la nostra presenza sui mercati».
Nelle parole rivolte da Rabotti ai soci spicca, su questo fronte, la volontà di rafforzare il posizionamento sui mercati esteri. In questa direzione va il calendario di iniziative internazionali che, tra maggio a giugno, toccherà Europa e Usa. Dopo il primo appuntamento di fine aprile, a Vienna, il programma prevede tappe in Svizzera (tra Lugano e Zurigo) dal 20 al 31 maggio, in Florida (Miami) l’8 giugno e infine in Germania (Monaco di Baviera) il 29 giugno. Quattro tappe in quelli che sono - a oggi - i principali mercati (Giappone escluso) per l’export Franciacorta e a cui parteciperanno, complessivamente, ben 100 cantine, a dimostrazione dell’interesse dei produttori verso gli scenari internazionali. «Proseguiamo così - chiosa il presidente del Consorzio Rabotti - il nostro percorso di valorizzazione globale con coerenza e visione, traducendo in iniziative concrete quanto emerso nell’assemblea dei soci: un equilibrio tra identità e progettualità per continuare a raccontare l’eccellenza della denominazione».



