Discarica Vallosa, Maione: «Grossa criticità, va bonificata»
La riunione del tavolo di lavoro sul Sin Caffaro (stavolta con un focus ad hoc sul «caso Franciacorta») e un sopralluogo al sito di Passirano (insieme al commissario straordinario Mario Fasano) «entro la metà di febbraio». In parallelo, un confronto con le realtà del territorio, incluse quelle ambientaliste.
Dopo le analisi condotte dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) che certificano «lo stato di contaminazione delle acque sotterranee nel piezometro 4-4bis» con valori di Pcb due volte sopra il limite di legge nonostante il capping (la copertura) eseguito, l’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione traccia la roadmap dei prossimi mesi sul caso della discarica Vallosa. Un dossier che Regione Lombardia ritiene «prioritario nel 2024», insieme al progetto di bonifica dell’epicentro della contaminazione: l’area della vecchia fabbrica di via Nullo-via Milano, a pochi metri dal centro storico di Brescia.
Sulle analisi a Passirano
La relazione consegnata agli enti non è positiva (il test di fine 2023 ha riguardato solo la falda profonda), tanto che i tecnici hanno stilato una serie di prescrizioni: dalla manutenzione dell’area alla necessità di analisi periodiche e puntuali «al fine di acquisire dati più estesi anche in relazione alle attività di capping effettuate» come recita la relazione dell’Agenzia.
Maione non usa giri di parole: «I dati emersi testimoniano che c’è una grossa criticità. Il capping di fatto si è dimostrato una soluzione temporanea che non ha migliorato la situazione, ma comunque ha consentito di non far precipitare il sito in una situazione emergenziale».
Bonifica o messa in sicurezza
E adesso? «Il 2024 sarà l’anno della scelta: eseguire l’opera di bonifica oppure procedere con la messa in sicurezza del sito. Personalmente sono per la soluzione definitiva e proporrò al tavolo regionale la strada della bonifica». Una via, questa, auspicata da tempo dalle associazioni ambientaliste (Legambiente in prima fila), ma che è sempre stata bollata come un’operazione economicamente troppo impegnativa. «I costi inizialmente sono più alti - ammette l’assessore -, ma su un sito di questo tipo la messa in sicurezza rischierebbe di far lievitare le spese a lungo termine senza avere la certezza che si arrivi ad un punto definitivo e con il rischio di dover fare altri interventi negli anni a venire per correggere il tiro. Chiaramente la Regione non è l’unico ente interessato, ma proporrò questa soluzione a tutti gli interlocutori coinvolti, a partire dal commissario».
I fondi
Per reperire le risorse sarà dunque inevitabile riavviare un confronto con Roma e battere cassa. «Bisogna costruire un piano economico solido che consenta di eseguire un intervento che diventi un modello regionale e nazionale - puntualizza Maione -. Per questo sui fondi apriremo un’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente: inizia una corsa per trovare finanziamenti che sono ormai prioritari e fondamentali, guardando anche a soluzioni innovative». Proprio per questo «stiamo già conducendo una serie di approfondimenti normativi per rendere più facile e possibile la bonifica e la messa in sicurezza della discarica».
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