La centrale idroelettrica di Edolo è una delle più grandi d’Italia e d’Europa. Un’infrastruttura strategica per la rete del Paese. Tre le dighe in Valle dell’Avio in territorio di Edolo, ma il complesso sistema di sbarramenti idroelettrici è ben più ampio. E tra le pochissime in regola, dotate di Piano di Emergenza. Ne abbiamo parlato col primo cittadino di Edolo, Luca Masneri.
Sindaco, un bel primato...
Ne siamo contenti anche se a dire il vero Regione ha gestito la procedura, noi abbiamo espresso il parere vincolante alla luce dei documenti del Piano. Letto e valutato l’abbiamo approvato.
Se si parla di dighe si pensa al Vajont. Com’è vivere vicino a una diga?
Proprio per questa vicinanza è fondamentale avere un Piano di emergenza: la sicurezza è reale oltre che percepita. Questo è uno strumento che si spera di non attivare mai, ma se dovesse servire, sapere che c’è, è una sicurezza. Le faccio un esempio pratico: lo scorso anno il gestore aveva ipotizzato di ridurre da due a uno il numero dei guardiani. Questo, però, era in contrasto con il Piano e l’ipotesi è tramontata.
Com’è il rapporto tra l’Amministratore e il gestore?
Enel, che gestisce l’impianto, è un interlocutore serio e ha sempre collaborato attivamente. Per questo, di fronte alla prossima scadenza del 2029 auspichiamo che ci sia un rinnovo della concessione.
Perché?
Questo è un periodo di forti tensioni geopolitiche e avere un player affidabile è fondamentale. Se si dovesse affidare la concessione ad un player straniero, magari con partecipazioni di paesi stranieri con i quali c’è della tensione, potremmo affidare nelle mani sbagliate un’arma.
Si sta muovendo in tal senso?
Sì, sono un fautore della cosiddetta «quarta via» (proposta alternativa alle gare pubbliche per il rinnovo diretto, o la riassegnazione, delle concessioni idroelettriche agli attuali gestori, ndr): Enel, ma in altri luoghi anche Edison, ha a cuore la sicurezza. Con loro possiamo discutere sull’Imu o altre questioni, ma li conosciamo, garantiscono uno standard di sicurezza altissimo e l’addestramento del personale. Pensi come sarebbe discutere con altri player che, magari, non conoscono nemmeno la nostra orografia. Noi abbiamo centinaia di metri cubi di acqua sopra la testa.




