Cronaca

Diciassette alloggi protetti alle ex case Eca di Salò

La Rsa si è aggiudicata l’asta: operazione da circa 4 milioni di euro tra compravendita e lavori. Proventi reinvestiti dal Comune nell'edilizia popolare
Simone Bottura
Tra via Gasparo e via Trieste le ex case Eca © www.giornaledibrescia.it
Tra via Gasparo e via Trieste le ex case Eca © www.giornaledibrescia.it

La Fondazione Città di Salò, ente gestore della Rsa, si è aggiudicata l’asta per le ex case Eca all’angolo tra via Gasparo e via Trieste. L’edificio sarà destinato all’housing sociale e ospiterà appartamenti protetti per anziani autosufficienti.

Si chiude così la lunga vicenda del procedimento di valorizzazione dell’immobile avviato dall’Amministrazione Cipani nel 2021 con l’intenzione di affidare la palazzina in concessione alla Casa di riposo, ipotesi che non era andata a buon fine.

L’iter

L’Amministrazione Cagnini si è coordinata con Regione tracciando un nuovo percorso per il recupero dell’immobile culminato con l’inserimento nel Piano delle alienazioni. L’offerta della Rsa, l’unica, è stata di 422.335 euro. Come stabilito dall’Amministrazione i 17 alloggi dell’immobile, inutilizzato e da ristrutturare, dovranno essere destinati a persone fragili, sarà una «residenza a scopo sociale».

«Pensiamo agli autosufficienti che hanno fragilità limitate – spiega il presidente della Rsa, Giuseppe Iovene - e che desiderano mantenere l’autonomia abitativa, pur in un contesto di supporto nelle incombenze quotidiane. L’utenza potrà usufruire di numerosi servizi: vitto, pulizia, lavanderia, oltre alle prestazioni sociosanitarie erogate dalla Rsa. Per gli utenti questi alloggi potranno rappresentare un primo passaggio verso forme di sostegno più strutturate come l’assistenza domiciliare, il centro diurno e l’ingresso in Rsa, con un regolamento che prevede una corsia preferenziale per l’accesso».

I costi e i tempi

«È un investimento importante, nell’ordine dei 3,5 milioni di euro, a cui si aggiunge l’importo per l’acquisto - continua il presidente Iovene -. Ma, rispetto all’ipotesi precedente, che prevedeva una concessione dell’immobile, ora investiamo su un bene patrimoniale della Fondazione. Presenteremo a breve il progetto, con l’obiettivo di concludere l’operazione nel giro di due anni».

C’è soddisfazione anche in municipio. Per il bilancio comunale, l’operazione genera un valore di oltre 2 milioni di euro: 1,68 milioni derivano dal recupero dello stanziamento legato al progetto della precedente Amministrazione, risorse ora rientrate nell’avanzo di amministrazione.

A queste si aggiungono i proventi dell’alienazione che dovranno essere destinati alla manutenzione e alla riqualificazione degli altri alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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