Salò mette all’asta le ex case Eca situate all’angolo tra via Gasparo e via Trieste. Ma con un vincolo: per dieci anni i 17 alloggi dell’immobile, da ristrutturare, dovranno essere destinati a persone fragili, nell’ambito di una «residenza a scopo sociale».
Il bando apre all’asta pubblica, è stato pubblicato nei giorni scorsi ed è l’atto conclusivo dell’annosa vicenda del procedimento di valorizzazione dell’immobile, avviato dall’Amministrazione Cipani nel 2021 senza però andare a buon fine.
Una lunga storia
Il procedimento, che avrebbe dovuto coinvolgere la locale Rsa e una serie di imprenditori, è stato dichiarato chiuso nel maggio 2025. Da allora, l’Amministrazione Cagnini si è coordinata con la Lombardia, valutando le ipotesi percorribili dal punto di vista giuridico, con l’obiettivo di recuperare l’immobile attraverso la presentazione in Regione di un «Programma di alienazione e valorizzazione».
L’8 giugno scorso è arrivato il passaggio decisivo: la Giunta regionale ha approvato il «Programma per l’alienazione del patrimonio destinato a servizi abitativi pubblici di proprietà del Comune di Salò». Ora l’iter procedurale si chiude con l’indizione dell’asta pubblica.

«L’operazione - spiega il sindaco Francesco Cagnini - genera un valore complessivo di oltre due milioni di euro per il bilancio comunale: 1,68 milioni derivano dal recupero dello stanziamento legato al progetto non andato a buon fine, risorse ora rientrate nell’avanzo di amministrazione, a cui si aggiungono potenziali 413mila euro previsti dalla perizia del Piano delle alienazioni».
Come stabilito dalle norme, questi 413mila euro, in caso di alienazione, saranno destinati alla manutenzione e alla riqualificazione degli altri alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Criteri e scadenze
«Un traguardo che segna un cambio di passo decisivo rispetto al passato», sottolinea il sindaco. Cagnini esprime soddisfazione per l’iter seguito dall’Amministrazione comunale: «In questi mesi di coordinamento con Regione Lombardia si è individuato un nuovo percorso tecnico e giuridico che potesse portare finalmente al recupero dell’edificio, culminato con i passaggi in Consiglio comunale nel febbraio 2026, per l’inserimento nel Piano delle alienazioni, e in Giunta nell’aprile 2026, con l’approvazione del programma di alienazione dell’immobile, approvato poi dall’esecutivo regionale prima dell’estate, più precisamente l’8 giugno».
Il bando di gara prevede una base d’asta di 413mila euro. L’obiettivo indicato esplicitamente dal Comune di Salò è favorire una soluzione abitativa rivolta a persone autonome con fragilità, attraverso un soggetto economico disponibile a realizzare servizi privati di interesse generale. Le offerte dovranno essere presentate entro il 25 settembre. L’asta si svolgerà il 28.



