No: non significa che sul progetto si sia messa una pietra tombale. E no: non è detto che – norme regionali e nazionali alla mano – il parere negativo del Comune, da un lato, e le proteste dei cittadini e delle associazioni, dall’altro, riusciranno a scrivere il de profundis del dossier depositato dalla società East Gate srl per realizzare un maxi data center a Travagliato. Ma sì: il cartellino giallo alzato dal Broletto ha di certo rallentato la corsa. L’iter si dilata e, soprattutto, dovrà fare i conti con le nuove regole scritte nel frattempo a Roma e a Palazzo Lombardia.
Il «niet»
Il documento porta la data del 6 agosto e descrive i «motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza» presentata da East Gate per costruire l’elettrodotto a 380 kV (chilovolt) destinato ad alimentare il futuro centro dati. Non è ancora un diniego: la società ha tempo fino a domenica 16 per presentare le osservazioni. Se non lo farà, o se le controdeduzioni non saranno considerate sufficienti, il Broletto archivierà la pratica. Il problema sta a monte. East Gate aveva chiesto di autorizzare le opere per connettere alla rete elettrica nazionale un data center che – scrive la Provincia – «allo stato attuale non risulta autorizzato».
E nel frattempo sono cambiate le regole del gioco. Il decreto legge 21/2026, convertito ad aprile, ha introdotto per i centri dati un procedimento unico: impianto e reti di connessione di utenza devono viaggiare insieme dentro la stessa pratica. Nel caso di Travagliato, invece, il progetto depositato comprende opere che Terna classifica in parte come impianti di utenza e in parte come impianti di rete. La Provincia chiede inoltre una soluzione di connessione aggiornata che distingua precisamente le une dalle altre. Tradotto: non si può cominciare dalla presa prima di avere autorizzato ciò che a quella presa dovrà essere attaccato. Gli stessi indirizzi operativi pubblicati dal Ministero dell’Ambiente il 21 luglio precisano che le reti di connessione dell’utente rientrano nel procedimento unico del data center, mentre restano fuori le opere relative alla rete di Terna, come scritto dal Broletto.
Le regole
C’è poi il secondo livello: quello lombardo. Dal 20 giugno è in vigore la legge regionale 11, la prima adottata in Italia. Per gli impianti soggetti a Valutazione integrata ambientale (Via) di competenza regionale, la regia passa attraverso uno Sportello dedicato. Il progetto deve essere accompagnato anche da una relazione energetica: fonti rinnovabili, modalità di approvvigionamento, prestazioni energetiche e fattibilità del recupero del calore. Arpa e Ats partecipano all’istruttoria. La legge lombarda indica inoltre dove questi giganti digitali sarebbe preferibile farli atterrare: ambiti di rigenerazione, aree dismesse, degradate per contenere il consumo di suolo.
È dentro questa cornice che dovrà muoversi anche il progetto East Gate, annunciato per circa 120 megawatt ma con una richiesta di connessione alla rete da 300 (nota bene: fino a 299 Mw il nullaosta deve darlo la Regione, oltre il Ministero). Un investimento che ha acceso una mobilitazione ormai difficile da liquidare come protesta di pochi: la petizione contro il data center ha superato quota 9.100 firme. Il Broletto, insomma, non ha detto che il data center non si farà. Ha detto qualcosa di meno definitivo ma molto concreto: così, la pratica non va avanti. Se la società si adeguerà alle nuove regole, la partita riparte.
Il Comune
(di Alice Resconi)
Il Comune di Travagliato nel frattempo ha detot no al maxi data center che East Gate srl intende realizzare nell’area di via Averolda. Con un comunicato il sindaco Renato Pasinetti e la maggioranza consiliare parlano di una proposta caratterizzata da «inconsistenza e vaghezza formale», richiamando anche il capitale sociale di «soli 10mila euro della società» e la mancanza di informazioni tecniche sufficienti a valutare il progetto e i suoi impatti ambientali.
L’Amministrazione contesta anche il passaggio da un’ipotesi iniziale di 300 megawatt a una successiva di 120 MW e le richieste di connessione alla rete elettrica, che secondo il Comune sarebbero state avviate senza i necessari passaggi con l’amministrazione. «In assenza di basi concrete e di dati certi il Comune esprime un chiaro e fermo No alla realizzazione di questo data center», si legge nel comunicato che cita «vincoli normativi, urbanistici, di pianificazione, ambientali e di sicurezza». Pasinetti entra nel merito: «La società ha intrapreso iniziative unilaterali avanzando richiesta di allacciamento alla rete elettrica a Terna e in Provincia, in totale assenza delle necessarie autorizzazioni comunali e dei preventivi passaggi con il Comune, come già comunicato preventivamente alla Provincia». Tanto che, sul progetto, è arrivato il primo stop amministrativo dal Broletto (i dettagli nell’articolo accanto).
La maggioranza e il sindaco contestano anche la documentazione fornita: «Non si sono verificate le condizioni per una oggettiva valutazione approfondita sugli impatti ambientali dell’opera. La posizione del Comune è netta».
East Gate non considera però chiusa la partita. L’azienda ha fatto sapere che presenterà le proprie osservazioni e si adeguerà alle nuove normative, sostenendo che la richiesta di connessione era stata avviata quando era ancora possibile procedere con un iter separato. La società intende inoltre proseguire con l’iter urbanistico comunale e conferma di voler portare avanti il progetto aprendosi al confronto con Amministrazione, opposizioni e comitati.



