Corda Molle, la gratuità non c’è: Roma frena solo «ulteriori pedaggi»
Un guazzabuglio alla romana con cortocircuito annesso e con tanto di ricorso all’«interpretazione». Eppure non siamo di fronte a un calembour né c’entra la semantica. C’entra - semmai - la politica, il che in questo caso anziché semplificare, complica una saga già nata storta in partenza.
Solo 24 ore fa, sembrava che sulla Corda Molle il dado fosse tratto: l’on. Cristina Almici (FdI) aveva infatti presentato un ordine del giorno in cui impegnava il governo a «mantenere la gratuità del raccordo». Il testo è stato approvato, con tanto di soddisfazione esplicitata per una battaglia che dura ormai da oltre un anno. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma. Non proprio.
Perché prima della fumata bianca alla Camera, il testo è stato modificato. E il requisito della gratuità è stato (letteralmente) cancellato. Al suo posto, si parla di impegno a evitare «ulteriori pedaggi sul raccordo autostradale in provincia di Brescia». Ora, su questo «ulteriori» si sta consumando il telefono senza fili del weekend politico. Perché «ulteriori» potrebbe non significare davvero «ulteriori», ma (per qualcuno) sarebbe una questione di interpretazione.
J’accuse
Ad andare all’attacco dopo l’annuncio di Almici è l’on. Fabrizio Benzoni (Azione), che il dossier Corda Molle lo ha seguito da vicino, interrogando più volte il Ministero sul destino della promessa di mantenere il passaggio libero dal denaro. «Matteo Salvini, in campagna elettorale, ha dichiarato più volte che non avrebbe fatto pagare il pedaggio, quantomeno finché lui fosse stato ministro. Di fronte a diverse mie interrogazioni ha sempre risposto che i bresciani dovevano stare tranquilli» spiega Benzoni. Che ripercorre brevemente l’epopea: «Questo, fino alla sagra del vino di Polpenazze, dove ha annunciato invece che la Corda Molle sarà a pagamento: a riprova di questo, qualche giorno fa sono stati installati i cartelli del telepass, proprio perché si avvicina il momento del via al pedaggio.
Nel frattempo, il ministro non ha mai né convocato i sindaci che lo chiedono ormai da mesi, né ha convocato il concessionario per trovare delle soluzioni alternative». E fin qui, è il più classico scontro politico. Si arriva però agli sviluppi degli ultimi tre giorni, 72 ore di surrealismo: «L’on. Almici annuncia che il governo ha accolto la sua proposta di mantenere gratuita la Corda Molle, un ordine del giorno assolutamente condivisibile. Peccato che non abbiamo votato il testo originario. Abbiamo festeggiato cosa? L’introduzione dei pedaggi?».
Come mai Benzoni dice questo? Perché il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi ha sì concesso il placet, ma a un impegno differente rispetto alla gratuità della Corda Molle. Ossia questo: «La Camera impegna il governo ad adottare ogni opportuna iniziativa di competenza volta ad evitare ulteriori pedaggi sul raccordo autostradale».
Il significato lineare, leggendo l’atto ufficiale, è: evitare ulteriori pedaggi rispetto a quelli già previsti. Sulla carta sì, ma le interlocuzioni politiche sembrano invece lasciare aperto il dubbio.
Interpretazione
Spiega l’on. Almici: «Quando è stato approvato l’ordine del giorno, ho avuto anche io il dubbio e, proprio per questo, ho chiesto. La conferma rispetto alla gratuità mi è arrivata direttamente dall’interpretazione dei referenti della Commissione competente». Ecco l’interpretazione: «S’intende ulteriori rispetto alla situazione attuale. Siccome attualmente i pedaggi non sono in vigore, l’impegno ad evitarne di ulteriori significa che c’è l’intenzione è di non applicarli proprio». Ma allora perché riformulare la dicitura chiara ed esplicita originaria proposta proprio da Almici stessa («mantenere la gratuità»)?
Al momento, complice forse il weekend estivo, non c’è riscontro dai rappresentanti del governo e della Commissione di questa interpretazione. Restano gli atti, che parlano di blocco di «ulteriori pedaggi». E resta il fatto che la Lega, a quel che risulta, stia ancora lavorando a livello nazionale per trovare soluzioni alternative al pedaggio (previsto, quindi): non a caso, tra le altre, si starebbe valutando la possibilità di garantire il passaggio gratuito almeno ai residenti. Di certo, il dossier Corda Molle non ha ancora trovato pace.
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