Consultori familiari, in quelli pubblici oltre 100mila prestazioni all’anno

Sono nati con la Legge 405 del 1975 per accompagnare le donne in tutte le fasi della vita. Lustro dopo lustro hanno saputo venire incontro ai bisogni emergenti di una società che cambia mantenendo sempre fede all’originaria vocazione all’ascolto e all’accoglienza. Oggi, nel loro cinquantesimo compleanno, si inseriscono tra i presìdi territoriali di una Sanità impegnata a superare il vecchio modello ospedalocentrico con servizi (e prese in carico) trasversali a tutte le età. Sono i consultori familiari, luoghi di prossimità caratterizzati da facilità di accesso (non serve l’impegnativa del medico e non ci sono restrizioni di residenza), gratuità delle prestazioni e approccio polispecialistico. Nel Bresciano quelli pubblici, gestiti dalle Asst, sono tredici (con tre sedi distaccate). Altri venti sono privati accreditati.
Al passo coi tempi
Quelli in capo alle Asst nel 2024 hanno erogato oltre 102mila prestazioni dimostrandosi un punto di riferimento per quasi 42mila utenti. Quest’anno, tra gennaio e fine luglio, le prestazioni hanno già superato quota 57mila a vantaggio di 24mila persone. Come spiega Enrico Burato, direttore socio-sanitario di Asst Spedali Civili, «i consultori familiari non si occupano solo della salute riproduttiva, ma anche del benessere psicologico, relazionale, sociale ed educativo, mettendo sempre al centro la persona: accolgono, accompagnano, prevengono e costruiscono reti».
Alcuni hanno sede nelle Case di Comunità «per la costruzione di percorsi condivisi con gli altri servizi territoriali». Di questi tempi, sottolineano dagli Spedali Civili, «i consultori si occupano di minori, adolescenti e giovani adulti; offrono spazi di ascolto e dialogo su temi come l’affettività, la sessualità, il disagio psicologico. E si confrontano con nuove emergenze educative e sociali come violenza di genere, isolamento sociale, migrazione, povertà educativa. Accolgono, inoltre, la complessità delle famiglie contemporanee valorizzandone la specificità e affrontandone la fragilità». In tutti questi campi «offrono risposte mettendo in dialogo le proprie risorse con quelle di altre realtà e integrandosi con la scuola, territorio, i servizi sociali comunali e l’autorità giudiziaria».

Nel territorio degli Spedali Civili l’attività consulatoriale è diretta da Laura Cabini, conta cinque sedi (due in città, le altre a Rezzato, Roncadelle e Gussago) e due distaccamenti (Ospitaletto e Flero) e vede all’opera numerose figure: «Il nostro personale svolge un lavoro straordinario ogni giorno – commenta il direttore generale Luigi Cajazzo –. Mettiamo a disposizione 24 psicologi e psicoterapeuti a tempo pieno più 4 liberi professionisti impegnati su progetti regionali, 22 ostetriche, 6 assistenti sanitari e 6 assistenti sociali, oltre a un ginecologo a tempo pieno più altri 26 ginecologi a turnazione del Dipartimento ospedaliero.
Una delle principali sfide per il futuro è rappresentata dall’attualizzazione e dal potenziamento dei consultori, che vanno riconosciuti sempre di più come luoghi di promozione e tutela del benessere psico-fisico della persona, della coppia e della famiglia». Asst Franciacorta gestisce due consultori (a Chiari e Rovato) «al centro di una profonda trasformazione – spiegano –. Quello di Chiari è stato rinnovato e collocato nella Casa di Comunità, in una logica di integrazione e all’interno di un ampio portafoglio di servizi alla popolazione».
L’attività non prevede più solo l’erogazione di prestazioni singole, ma «un percorso di presa in carico della donna e della famiglia, seguito da una équipe multidisciplinare». Gli utenti sono soprattutto «donne e famiglie, con particolare prevalenza di persone di origine straniera». Il servizio è storico, ma più che mai attuale: «I consultori – sostengono da Asst Franciacorta –diventano sempre più parte integrante di una rete territoriale allargata, capaci di farsi carico delle persone con percorsi personalizzati, continui e multidisciplinari».
Accoglienza
Asst Garda conta sei consultori (Desenzano, Montichiari, Calvisano, Ghedi, Leno, Pralboino e Salò) più una sede secondaria (Calvisano). Tra le attività erogate spiccano quelle prevenzione e promozione della salute, in particolare nei primi mille giorni di vita (promozione dell’allattamento al seno...). Nei consultori vengono inoltre eseguite visite ginecologiche ed ostetriche; si attivano gruppi per il sostegno, ad esempio, per le neo mamme (con apertura anche ai papà) e vengono offerte attività di supporto psicologico rispetto alle varie problematiche del ciclo della vita.
Tra gli utenti ci sono anche adolescenti che necessitano di superare un disagio: nella fascia 14-25 anni i consultori di Asst Garda nel ’24 hanno seguito 158 persone ed erogato 712 prestazioni. «Non vanno confusi con i Centri per la famiglia, progetti di promozione del benessere istituti da pochi anni in Lombardia – precisa Irene Benaglio, responsabile dei tre consultori di Asst Valcamonica che si trovano a Darfo, Breno ed Edolo –: la nostra mission è l’accoglienza, la presa in carico. Ci occupiamo di solitudine, problema che può interessare gli anziani così come gli adolescenti; difficoltà relazionali nelle coppie e percorso nascita».
Per la Cgil Brescia i consultori «rappresentano un presidio pubblico fondamentale per la tutela della salute sessuale e riproduttiva – osserva Nadia Lazzaroni –. La legge ne prevede uno ogni 20mila abitanti, in Italia ce n’è uno ogni 32-35mila. Cgil ne propone il rilancio».
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