Case di comunità, nel Bresciano saranno 33: ecco dove

Elio Montanari
I lavori vanno completati entro metà 2026. Nel Bresciano saranno 33: ad oggi delle quattro previste in città ne risulta attiva solo una
Il cartello che annuncia la Casa di comunità di Iseo © www.giornaledibrescia.it
Il cartello che annuncia la Casa di comunità di Iseo © www.giornaledibrescia.it
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Le Case di comunità sono le nuove strutture socio-sanitarie entrate a fare parte del Servizio pubblico per potenziare la medicina di territorio. All’interno di queste costruzioni dovrebbero operare medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri e altri professionisti della salute, ma anche assistenti sociali incaricati dai Comuni. Offrendo una serie di servizi – che vanno dall’area prelievi e vaccinazioni ai programmi di prevenzione e promozione della salute senza dimenticare i consultori – rappresentano un presidio di «sanità di vicinato» e si candidano a diventare un punto di riferimento continuativo per i cittadini (in primis i malati cronici e le persone fragili), che possono accedere gratuitamente alle prestazioni erogate.

In Regione Lombardia è prevista, entro metà 2026, l’attivazione di 207 Case di comunità, delle quali 33 in provincia di Brescia: 11 nel territorio dell’Asst Spedali Civili, 8 nelle Asst Garda e Val Camonica e 6 nell’Asst Franciacorta. Ma ad aprile 2025, stando alle comunicazioni delle 4 Asst della provincia, ne risultano attive solo 16, più o meno la metà. Questo almeno sulla carta, poiché in alcuni casi, seppur le Cdc siano aperte, sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione e adeguamento degli ambienti e non tutte sono, ad oggi, pienamente operative sul fronte dei servizi e del personale necessario.

Nel territorio dell’Asst Spedali Civili risultano attive sei Case di comunità (viale Duca degli Abruzzi in città, Nave, Ospitaletto, Flero, Tavernole sul Mella e Travagliato), a fronte delle due nell’Asst Garda (Leno e Nozza di Vestone). In Asst Franciacorta è pienamente operativa quella di Chiari (dove sono comunque in corso lavori di ampliamento) e prosegue il cantiere di Iseo (in questo caso sono attivi alcuni servizi nel vicino ospedale.

Ben 7 sono le Case di comunità dichiarate attive nell’Asst Val Camonica (Ponte di Legno, Edolo, Cedegolo, Breno, Ossimo, Darfo Boario Terme e Pisogne), mentre resta al palo l’ipotizzata sede di Berzo Inferiore.

Verso l’attivazione

C’è ancora da attendere, per alcune, il 2025 e, per altre, il 2026, per l’attivazione delle altre tre case di comunità di Brescia (via Corsica, via Marconi e via Don Vender), come per quelle di Rezzato e Gardone Val Trompia, tutte nel territorio dell’Asst Spedali Civili.

Altre Case di comunità sono attese nell’ambito dell’Asst Garda (Gargnano, Montichiari, Desenzano, Salò, Gavardo e Verolanuova) e dell’Asst Franciacorta (Iseo, Marone, Palazzolo, Orzinuovi e Barbariga). A Orzinuovi, ad esempio, i lavori sono in corso sulle ceneri del vecchio stadio comunale. A Barbariga i servizi stanno prendendo forma nell’ex municipio. E a Palazzolo il cantiere interessa il vecchio asilo di Mura.

A regime, le Case di Comunità saranno operative in tutti gli 12 Distretti sanitari in cui è suddivisa la nostra provincia, con una prevalenza nel vasto Distretto Val Camonica (8), nel popoloso Distretto Brescia (4), con 3 strutture nei distretti Val Trompia e Garda, 2 unità in tutti gli altri distretti, con la sola eccezione del Distretto Bassa Bresciana Orientale, dove è prevista una sola struttura.

La Casa di comunità di Nave è già operativa © www.giornaledibrescia.it
La Casa di comunità di Nave è già operativa © www.giornaledibrescia.it

I report nazionali

Restando al presente e ampliando l’orizzonte a tutta l’Italia qualche ragionevole preoccupazione emerge dalla fotografia scattata dal report nazionale di Agenas sui risultati del monitoraggio sull’attuazione del Decreto ministeriale 77/2022, aggiornato al secondo semestre 2024.

Sono 485 le Case di Comunità con almeno un servizio attivo presenti sul territorio nazionale alla fine del 2024, rispetto alle 1.717 previste, ossia il 28% di quelle programmate.

Quelle con tutti i servizi obbligatori attivi e con la presenza medica e infermieristica sono appena 46, meno del 3% del totale previsto al 2026, mentre 118 Case di Comunità, pur dotate di tutti i servizi obbligatori, risultano prive della presenza di medici e infermieri. Delle 485 Case di comunità con almeno un servizio attivo a fine 2024, 138 sono in Lombardia, sulle 207 programmate, dove, tuttavia, risultano solo 10 le strutture con una presenza adeguata di medici e infermieri.

Non diverse le evidenze emerse, nel luglio 2024, da un monitoraggio promosso dall’Istituto Mario Negri sulle strutture lombarde, che ha mostrato un quadro eterogeneo in termini di organizzazione, qualità dei servizi e risorse umane. Sfogliandolo emerge che sebbene nessuna delle Cdc risponda pienamente ai requisiti previsti dagli standard regionali e nazionali, molte ne soddisfano almeno la maggior parte, tra cui l’attivazione del Punto unico di accesso (Pua), la presenza di nuove figure professionali come gli infermieri di comunità, la disponibilità del servizio di continuità assistenziale, dell’assistenza domiciliare e degli ambulatori specialistici.

Tra le criticità: i tempi di apertura, la difficoltà di coinvolgere i medici di medicina generale, riluttanti a lasciare il proprio studio per lavorare nelle Case di comunità, la scarsa integrazione tra i diversi servizi e operatori e la modesta partecipazione dei Comuni. 

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