Cronaca

Il colmo per un vertice sulla mobilità? Iniziare tardi causa traffico

Gli amministratori chiamati all’incontro imbottigliati negli ingorghi che hanno bloccato la viabilità sul lago di Garda
Simone Bottura
A Salò firmato accordo per Piano di mobilità dell’area gardesana - © www.giornaledibrescia.it
A Salò firmato accordo per Piano di mobilità dell’area gardesana - © www.giornaledibrescia.it

Amministratori in ritardo, causa traffico, al vertice sulla mobilità. Una circostanza emblematica, che la dice lunga sulle profonde difficoltà del sistema viario gardesano. Il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, era in coda sulla tangenziale verso il lago; l’assessore ai Trasporti della Provincia autonoma di Trento, Mattia Gottardi, ha trovato traffico scendendo dalla Valsabbia; il presidente della Comunità montana dell’Alto Garda, Franceschino Risatti, è rimasto imbottigliato nei tunnel della Gardesana. Ed era lunedì. Fosse stato sabato o domenica, sarebbe andata peggio. Questo per dire che il sistema Garda sente un forte bisogno di uno studio serio sulla mobilità: analisi dei flussi, raccolta dati e individuazione delle priorità infrastrutturali.

La firma

È quanto prevede il «Piano di mobilità integrata e sostenibile dell’area gardesana», previsto dall’accordo quadro sottoscritto ieri a Salò dalla Comunità del Garda e dalle Province di Brescia, Verona e Trento, con il coinvolgimento diretto delle Università di Brescia e Padova. «Istituzioni e università, per la prima volta insieme – ha detto la presidente della Comunità, Mariastella Gelmini – per costruire una visione condivisa. Non parliamo solo di viabilità, ma di competitività, sostenibilità e qualità della vita».

Quali interventi serviranno per alleviare le criticità di una mobilità che incide in modo sempre meno tollerato sulla vita dei residenti e sull’attrattività dell’area lo diranno i tecnici. Per ora l’accordo, ha spiegato Moraschini, «serve a costruire una base conoscitiva condivisa a livello istituzionale. Il contributo delle università conferisce il rigore scientifico necessario alla pianificazione degli interventi». La progettualità condivisa è accolta con favore anche dal presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini: «Questo accordo risponde a un principio di realtà: i confini amministrativi quasi mai coincidono con quelli della vita concreta dei cittadini».

Risorse e varianti

Ci sarà da affrontare il tema delle risorse, ma, come ha ricordato l’assessore trentino Gottardi, «non è mai un problema se ci sono programmazione e condivisione tra i territori». Ed è questo il primo obiettivo del Piano: tracciare una strategia condivisa. Si è affrontato anche il tema della stazione gardesana della Tav, considerata dalla senatrice Gelmini «un’opportunità decisiva per rafforzare l’accessibilità nazionale e internazionale del territorio». Tra le questioni locali, si è accennato anche al progetto della galleria in variante tra Gargnano e Tignale: «Abbiamo le autorizzazioni – ha detto Risatti – ma Anas vuole rivedere le modalità di cantierizzazione. Se andiamo avanti così, perdiamo gli 1,8 milioni concessi per finanziare il progetto». A volte il nodo, prima che viario, è burocratico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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