Un appello a tutela di un lago che soffoca sotto la pressione di un turismo cresciuto a dismisura e governato soltanto dalla logica del profitto. Lo hanno lanciato ieri in piazza Serenissima, a Salò, le circa 200 persone - in rappresentanza di una decina di associazioni - che hanno sfidato il caldo torrido per dare vita alla mobilitazione «SalviAMO il Garda».
Sigle ambientaliste
L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento interregionale per la tutela del Garda, che riunisce oltre quaranta sigle ambientaliste. La richiesta del territorio è quella di una governance che si occupi finalmente delle criticità che rendono il Garda sempre meno vivibile: dalla cementificazione alla depurazione al collasso, fino all’emergenza abitativa, con ogni stanza trasformata in alloggio per il remunerativo mercato degli affitti brevi. E ancora: il traffico insostenibile, una ciclovia che distrugge la costa in nome del cicloturismo, l’inquinamento.
Numerosi i temi sollevati
Sono stati molti i temi sollevati al termine della camminata. Luigi Del Prete, di Lacus e Plastic Free, ha ricordato come un’indagine scientifica del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Milano abbia evidenziato che «nel Garda quasi 8 pesci su 10 contengono microplastiche». Un dato allarmante, che impone una riflessione. A Isabella D’Isola, presidente della Federazione per il riconoscimento dei diritti del Garda, piacerebbe che «il Garda, che è un patrimonio della Lombardia, dell’Italia, dell’Europa e del mondo, fosse maggiormente preservato e che fosse ripristinato, fin dove si può, quell’ambiente meraviglioso che si vedeva qualche anno fa».
Cristina Milani, storica attivista di Legambiente, ha aggiunto: «I problemi sono tantissimi: il lago sta soffrendo molto. Siamo agli sgoccioli: è tempo di fare qualcosa». Senza un ambiente preservato e a misura di residente - è stato fatto notare - anche l’attrattività turistica è destinata a diminuire.
Sindaci invitati, nessuno presente
Quella di Salò è stata la terza camminata «SalviAMO il Garda» promossa dal Coordinamento, dopo quelle organizzate a Riva nel 2024 e a Garda nel 2025. Sono stati invitati anche tutti i sindaci del lago: nessuno era presente.



