Strada facendo

Infrastrutture: osservatori e realtà

Da poco è attivo un nuovo organismo di monitoraggio della Provincia di Brescia, l’auspicio è che si intervenga con celerità su aspetti che quotidianamente rallentano e creano pericoli alla viabilità
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

La tangenziale Sud - © www.giornaledibrescia.it
La tangenziale Sud - © www.giornaledibrescia.it

Non di una strada specifica scriviamo in questo nuovo capitolo di «Strada facendo», ma idealmente di tutte le strade bresciane. In seno alla Provincia di Brescia è infatti di recente costituzione l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità.

Organismo nato proponendosi tre funzioni principali: condividere dati aggiornati su infrastrutture, mobilità e flussi di traffico, per individuare le priorità; monitorare in modo sistematico l’avanzamento delle opere pubbliche, verificando lo stato dei cantieri e affrontando eventuali criticità con i territori; coordinare la programmazione degli interventi, favorendo un approccio integrato tra istituzioni, enti locali, mondo produttivo e parti sociali.

Tema strategico

Molto bene, sapendo quanto utile sia avere uno stato dell’arte aggiornato su un tema strategico, anche se non da tutti compreso, qual è quello della mobilità e delle infrastrutture. La Provincia di Brescia gestisce, uno più, uno meno, 1.500 chilometri di strade, con oltre 300 ponti e manufatti, una delle reti viarie più estese è articolate d’Italia. Peraltro, distribuita su un territorio molto vasto e tutt’altro che omogeneo, con zone tra loro profondamente diverse, contemplanti aree urbane ad alta intensità di traffico, distretti produttivi, territori montani con criticità specifiche e considerevoli, località turistiche con flussi stagionali intensi, talvolta paralizzanti, come sa chi frequenta il lago di Garda.

Non solo in città

Il ponte lungo la Sp 573 Ogliese a Palazzolo
Il ponte lungo la Sp 573 Ogliese a Palazzolo

Un tecnico che preferisce mantenere l’anonimato commenta: «L’auspicio è che il monitoraggio e le verifiche, sulla carta più puntuali che in passato, siano accompagnate da decisioni, interventi rapidi e miglioramenti. Dovrebbe essere chiaro a tutti, anche senza osservatori specializzati, che le difficoltà per gli automobilisti crescono di settimana in settimana. Entrare in città, da qualunque direzione, è sempre più complicato. Lo stesso succede per uscirne».

Il riferimento è naturalmente al capoluogo provinciale. Ma il nostro esperto osservatore non si limita a Brescia e all’hinterland. Cita i molti punti che strozzano il percorso di quanti transitano sulle nostre strade, soprattutto rallentando chi si reca e torna al lavoro. Tra i quali la Sebina Orientale, 510, dalla Valcamonica al Sebino e alla città e viceversa, con strozzature assurde a Castegnato e Camignone ogni giorno.

La prima dovuta al restringimento obbligato del tratto iniziale – o finale – di tangenziale. Una beffa, dato che prima dei lavori che resero ottima la tangenziale Sud, almeno sino all’uscita di Brescia Centro, nella strozzatura si transitava agevolmente su due corsie per senso di marcia.

La proposta

Del resto, la questione era stata approfondita dal Giornale di Brescia alla fine del 2025, riportando i dati di Inrix Global, secondo i quali la nostra provincia peggiorava parecchio rispetto all’anno precedente, balzando al terzo posto nazionale dietro solo a Roma, 76 ore e Milano 67, con i bresciani che in media perdono nel traffico 57 ore all’anno. «Un consiglio non richiesto ai componenti del nuovo Osservatorio – afferma il tecnico che ha commentato con noi la situazione traffico e viabilità – ma che mi sento in dovere di esprimere: affrontino subito la questione incrocio pericoloso tra la statale 510 e la provinciale 45 che collega Gussago a Castegnato, nella zona della Metra. Non aspettino la tragedia e risolvano rallentamenti, pericoli e code quotidiane. Quali studi servono per capire che lì una rotonda sarebbe la soluzione ideale?». Nessun commento.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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