In tempi di culle vuote, dagli Spedali Civili arriva un segnale di speranza. Le sale parto hanno lavorato senza sosta e, nel giro di 24 ore, hanno accolto 21 bambini. Un piccolo «baby boom» che fa notizia, mentre i numeri della natalità continuano a raccontare un Paese nel quale si nasce sempre meno.
Che sia stata la luna? Quella calante, secondo una credenza tramandata da generazioni, avrebbe qualcosa a che fare con il momento scelto dai bambini per venire al mondo. Suggestioni popolari, più che certezze scientifiche. Ma davanti a 21 nascite concentrate in così poche ore anche la luna può concedersi un piccolo posto nel racconto.
Trend positivo
Il resto lo spiega il professor Franco Odicino, direttore di Ostetricia e Ginecologia nonché docente ordinario dell’Università degli Studi di Brescia: «Siamo in controtendenza – commenta –. Dall’inizio dell’anno abbiamo già raggiunto quota 2.542 parti, 82 in più rispetto al primo ottobre del 2025». E settembre ha dato un’ulteriore spinta: «L’anno scorso erano nati 304 bambini, quest’anno siamo arrivati a 327».
Numeri destinati a crescere ancora, considerando che il periodo tradizionalmente più intenso deve cominciare: «Le nascite si concentrano soprattutto in ottobre, novembre e dicembre», sottolinea il professore. Ma anche in un reparto abituato a ritmi sostenuti, 21 bambini venuti alla luce in 24 ore non passano inosservati: «Normalmente viaggiamo attorno alle dieci nascite al giorno - racconta l’ostetrica Elisabetta Zubbi -. Già nei giorni precedenti, però, eravamo saliti a 12-13».
Come è andata
Mercoledì 30 settembre il contatore si è fermato a 21: sette bambine e 14 bambini, il doppio. Le nascite si sono susseguite nell’arco dell’intera giornata, senza mettere eccessivamente sotto pressione il reparto che può contare su 3 medici e 9 ostetriche per turno. Tutti i bambini stanno bene.
Cinque sono nati con parto cesareo, gli altri con parto naturale. Molto diffuso anche il ricorso all’analgesia: «Quasi tutte le pazienti ne hanno usufruito. È un servizio sempre più apprezzato», sottolinea il professor Odicino. Intanto il reparto guarda avanti anche sul fronte della tecnologia: «Stiamo finalizzando il monitoraggio a distanza delle pazienti in sala parto e in reparto - aggiunge -. È un passo avanti che consentirà un controllo continuo e centralizzato».
Tutti i numeri
I 21 fiocchi in 24 ore si inseriscono in un andamento che negli ultimi anni ha visto crescere le nascite al Civile. Nel 2025 sono stati 3.341 i bambini venuti al mondo nel grande ospedale cittadino, contro i 3.179 del 2024 e i 3.167 del 2023. E sul bilancio del 2026 inciderà anche la chiusura, avvenuta in primavera, del punto nascita del Sant’Anna.
Per avere un quadro delle dimensioni del fenomeno, basta guardare ai numeri dello scorso anno negli altri punti nascita bresciani: 2.606 bambini sono venuti alla luce alla Poliambulanza, 670 a Manerbio, 656 all’ospedale di Esine, 618 a Chiari, 611 a Desenzano e 561 al Sant’Anna.




