Dev’essere adatta a una realizzazione «modulare» (un po’ sulla scia del concetto dei mattoncini Lego) per poter realizzare strutture «componibili» in base a chi vorrà starci, anche strada facendo. Meglio ancora se accanto c’è uno spazio sul quale fare nascere parallelamente funzioni differenti (un esempio: uffici da affittare), una sorta di compendio da poter «mettere a reddito».
E il massimo sarebbe avere al piano terra l’opportunità di fare alzare le saracinesche a piccoli spazi commerciali: un bar-tavola calda, un panificio, una tabaccheria, cose così. Eccolo, in estrema sintesi, l’identikit dell’area prediletta per fare mettere radici all’annunciata e attesa Cittadella, il quartier generale del futuro Distretto dell’Innovazione.




