Come si costruisce la «città parallela» dell’Adunata degli alpini 2027

Oltre due milioni già sul tavolo, prima ancora di cominciare. Dietro le quinte del capoluogo (e non solo) iniziano i preparativi in vista della 98esima Adunata nazionale che, il secondo fine settimana di maggio del 2027, trasformerà Brescia nel quartier generale degli alpini. Una road map concreta e rodata, che non parte dalle fanfare ma dai conti: Loggia, Broletto e Regione Lombardia hanno garantito la dotazione iniziale della società che verrà costituita davanti al notaio il 15 aprile e che «governerà» l’intera operazione.
La nascita della società
Un milione è «l’assegno» messo sul tavolo dal Comune (tra contributo diretto e servizi, questi ultimi principalmente in capo alle società controllate e stimati in circa 400mila euro) e un milione verrà stanziato dalla Regione, somma alla quale si aggiungerà il finanziamento della Provincia di Brescia.
La formula è quella consolidata dall’Associazione: costituire una srl dedicata (si chiamerà «Aa 27», che sta per Adunata alpini 2027) con il relativo Consiglio di amministrazione, in cui siederà certamente il consigliere nazionale di riferimento, il calcinatese Luigi Lecchi. Gli obiettivi: raccoglie nuove risorse, coordinare l’organizzazione e chiudere il bilancio finale.

Tenuto presente che il costo medio di un’Adunata si aggira intorno ai 2,5 milioni, significa che la copertura è già sostanzialmente assicurata prima ancora di aprire il capitolo sponsor. E gli sponsor si sono mossi in fretta, hanno già bussato alla porta.
Dopo l’assegnazione ufficiale - avvenuta lo scorso 8 novembre e decretata dal Consiglio direttivo - sono arrivate le prime telefonate: «D’altro canto - sottolinea l’assessore con delega alla Protezione civile e ai Lavori pubblici, Valter Muchetti - il brand Adunata non ha certo bisogno di presentazioni». E, infatti, partner storici come Forst e Nardini si sono subito seduti al tavolo.
Un regalo al territorio
Che fine faranno i fondi che resteranno in cassa al termine dell’appuntamento? Come da tradizione, verranno reinvestiti sul territorio «con un intervento concreto in base a quanto rimarrà». Non un simbolo effimero, ma un’opera utile.
Non solo. Il ritorno economico è la variabile decisiva dell’Adunata. Lo conferma lo studio vergato dall’ateneo friulano dedicato all’edizione che si è svolta a Udine nel 2023, dove si stima in 105 milioni di euro l’impatto economico diretto e indiretto generato dalle 297.500 presenze, con un gettito fiscale di circa 26 milioni. L’indagine ha in sostanza certificato un effetto moltiplicatore reale.
La macchina logistica
La grande macchina dell’Adunata, però, non si regge solo sui conti: si regge innanzitutto sulla logistica. Il disegno bresciano è già tracciato: i campi di accoglienza verranno distribuiti lungo l’asse della metropolitana. Una scelta organizzativa e insieme culturale: spingere i flussi sul trasporto pubblico, evitare l’assedio delle auto, trasformare il percorso della metro in spina dorsale dell’iniziativa.

La regia sarà affidata alla Protezione civile degli alpini, che a settembre inaugurerà ufficialmente la sede di via della Ziziola alla presenza delle autorità (agenda istituzionale permettendo, è previsto l’arrivo del ministro Nello Musumeci).
Da lì partiranno le squadre per organizzare e attrezzare il mosaico dei campi di accoglienza: dagli spazi dedicati alle tende a quelli riservati ai camper, dal nodo allacciamenti elettrici ai servizi igienici. Insomma, da lì parte il team operativo che disegnerà una città temporanea dentro la città stabile.
Il cantiere dell’accoglienza
Accanto ai campi ufficiali, c’è una rete meno visibile ma decisiva e preziosissima: gli oratori. Nel 2000 divennero «hub naturali» e ospitarono centinaia di penne nere. Oggi tornano a proporsi come punti di accoglienza e snodi sociali, non solo spazi, ma comunità pronte ad aprire i cancelli: «Più di una parrocchia ha già dato la sua disponibilità ed è già in contatto con i gruppi alpini che intendono pernottare nella nostra provincia» conferma l’assessore Muchetti.

Ma gli alpini stanno anche lavorando a un accordo con Federalberghi, che è quindi già in cantiere. La «base istituzionale» (con la sala stampa e gli uffici) sarà invece allestita alla Camera di commercio. L’Adunata dura tre giorni, l’organizzazione, almeno un anno. Il 15 aprile si costituisce la società e, dalla settimana prossima in avanti, il cronometro inizierà a scorrere a un ritmo sempre più sostenuto e... organizzato.
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