Cronaca

Catturati 54 latitanti «bresciani», all’appello ne mancano 32

I dati si riferiscono agli 86 provvedimenti emessi dal Tribunale e dalla Procura di Brescia a seguito di attività svolte dalla Polizia di Stato nell’ultimo anno. A questi si devono aggiungere 14 persone colpite da provvedimenti di Autorità giudiziarie straniere arrestate tra città e provincia
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Interventi della Polizia di Stato a Brescia (foto d'archivio)
Interventi della Polizia di Stato a Brescia (foto d'archivio)

Spacciatori e ladri vanno per la maggiore. Ma non mancano rapinatori, estorsori e persone finite nei guai per resistenza a pubblico ufficiale o rissa, che a seguito di un ordine di carcerazione o di una misura cautelare hanno fatto perdere le proprie tracce. A Brescia e provincia qualcuno è stato trovato per strada, durante dei controlli, altri in stanze d’albergo dove pensavano di essere al sicuro. L’ultimo è stato arrestato a Sanpolino: un 24enne evaso dai domiciliari e trovato con 50 grammi di hashish.

I numeri

Sono questi i profili criminali dei 54 latitanti consegnati alla giustizia dagli agenti della Polizia di Stato di Brescia dal 1° giugno dell’anno scorso a oggi. Un numero non indifferente, pari al 62% degli 86 provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria di Brescia a seguito di indagini effettuate dalla Polizia. Di questi 54, il 68,5% è rappresentato dall’esecuzione di condanne definitive, ben 37. I restanti 17 arresti sono stati effettuati, invece, in ottemperanza a un ordine di custodia cautelare.

Ovviamente i numeri si riferiscono solo alle operazioni della Polizia. Ma è chiaro che se gli agenti dovessero trovare un latitante ricercato dalle altre Forze dell’ordine non esiterebbero a fermarlo. E così vale per gli altri.

Ancora da trovare

Dunque all’appello ne mancano ancora 32. Procedure attive, sulle quali si concentra il costante monitoraggio delle Forze dell’ordine. Anche se è molto probabile che alcuni di questi abbiano già lasciato la provincia di Brescia o addirittura il territorio nazionale. Ed è proprio in questi casi che si fa richiesta per l’emissione di un Mandato d’arresto europeo, se si pensa che il ricercato si nasconda in un Paese dell’Ue, o di Mandati di cattura internazionale, se c’è il sospetto che il latitante si trovi in uno Stato che non fa parte dell’Unione europea.

Cooperazione internazionale

«A dimostrazione dell’importanza della cooperazione internazionale in materia giudiziaria e di Polizia», come sottolineato dal questore di Brescia Paolo Sartori, a questi numeri bisogna aggiungere 14 arresti a seguito di provvedimenti di cattura emessi da Autorità giudiziarie straniere: 11 dalla Romania e 1 dalla Polonia, dalla Svizzera e dal Pakistan.

Il dettaglio dei reati

Per quanto concerne i reati, il 60% dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria di Brescia riguardano persone che sono finite nei guai per traffico di sostanze stupefacenti o furto. Nel dettaglio, 20 dei latitanti arrestati erano ricercati per droga (16 in esecuzione pena e 4 cautelari), seguiti dai furti con 12 arresti (8 in esecuzione pena e 4 cautelari).

Importanti riscontri si registrano anche sul fronte del contrasto ai reati contro la persona e l’ordine pubblico: sono state eseguite 6 catture per resistenza a pubblico ufficiale, 6 per rapina, 4 per estorsione, 3 per evasione e 3 per rissa e lesioni.

La mappa dei reati non cambia se si analizzano in provvedimenti ancora non eseguiti. Tra i 32 ricercati figurano 22 persone colpite da una pena definitiva (9 per stupefacenti, 4 per furto, 4 per rapina, 3 per resistenza, 1 per estorsione e 1 per evasione) e 10 destinatari di misure cautelari (2 per droga, 2 per furto, 2 per rapina, 2 per estorsione, 1 per evasione e 3 per rissa e lesioni).

Il tasso di successo nella cattura dei latitanti si attesta al 66,7% per i reati di furto e resistenza, al 64,5% per questioni di droga e al 60% per i casi di evasione, scendendo al 50% per i reati di rapina, rissa e lesioni.

Il questore

«Gran parte delle attività delittuose più complesse, al giorno d’oggi, hanno implicazioni sul piano transnazionale - spiega il questore di Brescia - e per questo motivo una efficace azione di prevenzione, di contrasto e di repressione non può prescindere dall’adozione, da parte di tutti i Paesi, di legislazioni armoniche e compatibili fra loro, e dall’utilizzo sistematico dei canali di Cooperazione internazionale di Polizia e Giudiziaria (in particolar modo Interpol, Europol, Sirene ed Eurojust) e di tutti quegli strumenti operativi previsti soprattutto dalle normative europee che consentono di operare in ambito internazionale adottando procedure semplificate, ed i cui risultati sono pienamente utilizzabili in sede di giudizio in tutti i Paesi aderenti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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