Personale in stato di agitazione alla Rsa Villa Fiori, dove i sindacati contestano il cambio di contratto annunciato dalla Fondazione per una parte dei dipendenti: da Funzioni locali, quello degli enti locali, a Uneba, utilizzato nelle strutture private del settore assistenziale. Secondo quanto riferisce il presidente Marco Archetti, il passaggio manterrebbe la retribuzione attuale, mentre i futuri aumenti e i relativi arretrati seguirebbero le regole di Uneba anziché quelle degli enti locali. «Non perdono quello che hanno» assicura, precisando che «le condizioni del passaggio saranno oggetto del confronto con i sindacati». Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp hanno proclamato la mobilitazione il 20 ottobre, contestando una scelta ritenuta unilaterale e segnalando il rischio di peggioramenti economici e delle tutele. Per spiegare le ragioni della decisione, Archetti ricorda la precedente natura pubblica dell’ente, quando il personale veniva assunto con il contratto degli enti locali, rimasto per alcuni dipendenti dopo la trasformazione in fondazione privata.
Il punto
«I lavoratori interessati sono 48 su 110 dipendenti» precisa, aggiungendo che il Cda ha deciso all’unanimità di applicare a tutti Uneba per mantenere in equilibrio i conti. «Abbiamo già assorbito due rinnovi contrattuali molto pesanti – aggiunge -. Il terzo ci porterebbe l’anno prossimo a chiudere il bilancio in perdita».

A pesare, secondo il presidente, sono anche gli arretrati dei rinnovi, mentre le entrate da rette e contributi regionali lasciano margini limitati per sostenere ulteriori costi senza aumentare le tariffe o intervenire sui servizi. Per questo la Fondazione punta al cambio di contratto, cercando un’intesa con le organizzazioni sindacali, con cui si attende di fissare un incontro: «Vogliamo ascoltare i lavoratori e trovare una soluzione condivisa che tenga insieme le loro esigenze e quelle della Fondazione». Il presidente sottolinea poi che i presìdi si svolgono fuori dall’orario di lavoro e nel rispetto dell’assistenza agli ospiti.
Il caso in Consiglio comunale
La ricerca di un accordo è al centro dell’ordine del giorno urgente presentato da Nicola Pedrali per Fare Nave, che in Consiglio comunale ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza. La minoranza non ha invece accolto le integrazioni della maggioranza di Progetto Nave viva, ritenendo che il giudizio positivo sul Cda avrebbe comportato un’approvazione delle sue scelte. Nel ribadire la solidarietà ai lavoratori, il sindaco Matteo Franzoni ha annunciato un incontro con Archetti e la direttrice per approfondire le ragioni della decisione, precisando che «il Comune può favorire il confronto nel rispetto dell’autonomia gestionale dell’ente».



