Brescia aspetta il tram tra cantieri infiniti e rallentamenti storici
Da un lato il forte ruolo attrattivo che continua ad esercitare la città, dall’altro una provincia che in 20 anni è cresciuta, passando da 1milione di residenti a 1milione e 250mila. Una seconda città rispetto Brescia. In mezzo i limiti di una rete extraurbana di trasporto pubblico che rispetto a quello della città offre troppe incertezze su orari, servizi e garanzia di esecuzione.
Fattori che impongono di optare di viaggiare su mezzi propri con tutti i limiti di tempo e di parcheggio che ne derivano. Da qui i problemi da tempo esistenti nello scorrimento del traffico in ingresso in città e all’uscita nelle ore di punta, con situazioni macroscopiche di coda e rallentamenti.
La fotografia
Secondo le rilevazioni effettuate dalla Loggia sulla mobilità urbana, la città continua ad avere nella provincia un forte ruolo di attrazione soprattutto nell’ora di punta, con spostamenti in ingresso superiori al 50% degli spostamenti complessivi nella giornata.
Lo dimostrano da un lato le forti congestioni del traffico la mattina e nel tardo pomeriggio, con dati che dimostrano come negli spostamenti interni alla città – anche in ragione di distanze più ridotte – si vanno via via a privilegiare modalità più sostenibili (trasporto pubblico e mobilità attiva per oltre il 60% dei viaggi secondo le rilevazioni), a differenza degli spostamenti di scambio con i comuni esterni, in cui invece si rileva ancora una ben più forte dipendenza dall’autovettura (stimata nel 65%).
Gli studi e i dati sugli spostamenti in città – elaborati nell’ambito del «Monitoraggio annuale del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile» (Pums) – mostrano come nel 2023 oltre un milione di persone ogni giorno si siano mosse da e per Brescia. Una lunga teoria di mezzi privati che portano con gli altri pendolari alla congestione del traffico lungo le arterie di accesso a prescindere dall’eventuale presenza di cantieri.
Le code
Il dato del 2023 mostra negli accessi un incremento (+12,5%) rispetto all’anno antecedente, per oltre 115 mila spostamenti giornalieri in più, ritornando così ai valori tipici del periodo prepandemico rilevati nel 2019.
Peraltro è noto che auto e furgoni producono il 16% delle emissioni di gas serra europee e il 72% di quelle del trasporto su strada: la mattina le strade di accesso alla città dalle quattro direttrici dall’hinterland appaiono congestionate e colpisce come in queste settimane piovose l’uso di moto e biciclette sia assolutamente minimale. Cosa che frustra la presenza delle molte piste ciclabili predisposte e aumenta gli inquinanti.
Mobilità
«In questa direzione la necessità è di incentivare negli anni a venire la mobilità sostenibile, tanto che una recente variante ha recepito, in attuazione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile, il tracciato delle nuove linee tramviarie T2 e T3 come elementi strategici per lo sviluppo della rete di trasporto pubblico. Sono scelte funzionali a rendere il territorio comunale più accessibile e conseguentemente per far diventare la mobilità più sostenibile» come sostiene l’assessore alla Mobilità, Federico Manzoni.

Secondo i dati in possesso della Loggia l’avvio del servizio del tram porterebbe ad una riduzione del traffico in entrata del 5 per cento. «Sembra poco se espresso in termini percentuali, ma è la stessa differenza che si avverte quando il 10 giugno chiudono le scuole e viene meno il traffico di chi accompagna i figli negli istituti scolastici cittadini» continua Manzoni.
Secondo l’analisi dei flussi veicolari di ingresso alla città si deve incentivare l’uso dei parcheggi scambiatori, «in specie con l’attivazione delle nuove infrastrutture che saranno localizzate al Centro Fiera col capolinea del tram in zona Brescia Ovest per intercettare gli ingressi dalla Quinzanese, oppure la nuova struttura a nord del Prealpino». Valvole di sfogo fondamentali per intercettare i veicoli e abbattere il flusso degli ingressi autonomi in città.
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